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Corriere della Sera, 24 maggio 2024

Chi arriva da comunità minorili penali, chi dalla strada e altri sono universitari. Il 31 maggio al Teatro Guanella di via Duprè a Milano. Coordinamento di un ex detenuto che durante questo percorso è tornato libero, dopo 24 anni. Si chiamano con nomi o soprannomi talora strani tipo Yena, Mehru, Gabe, Aba. Sono un gruppo di ragazze e ragazzi provenienti da comunità minorili penali o dalla strada. Nel senso di strada abbastanza fuori dalla Cerchia dei Navigli e anche dai Bastioni, se non si capisce. Ma ci sono anche giovani universitari, nel caso specifico della Bicocca. E perfino un’assistente sociale in erba.

Gli uni e gli altri non si erano mai incontrati prima. Italiani e stranieri, naturalmente: differenza per loro del tutto irrilevante ma ok, diciamolo lo stesso per la cronaca. E diciamo che un giorno hanno cominciato a trovarsi, e piano piano hanno scritto una storia. La loro. E poi altri, studenti di una scuola di musica, si sono messi lì a trasformare quel testo in canzoni. Testo che poi insieme hanno cominciato a provare. Per recitarlo, suonarlo, cantarlo. E infine, dopo nove mesi di lavoro partito veramente da zero, portarlo in scena. Un musical.

E adesso possiamo dire anche questo: un musical rap. Ma con dentro rock, funcky, soprattutto un sacco di cuore e verità. Il tutto con il coordinamento di un ex detenuto che proprio durante questo percorso è tornato finalmente del tutto libero, dopo una pena durata 24 anni. Ecco: il risultato di questo mix ha per titolo Wait ed è quello che debutterà venerdì 31 maggio al Teatro Guanella di via Duprè, zona McMahon. Biglietti su Eventbrite, diciamo subito anche questo. Un fatto d’arte e musica, certo. Ma con una componente di integrazione sociale fortissima.

Anima e direttore artistico del progetto è Davide Mesfun, il coordinatore di cui si è appena detto, approdato al teatro nel corso della sua esperienza carceraria, accanto a Nicola Dané nella scrittura-revisione dei testi; con la regia di Claudio Raimondo; con la supervisione musicale a distanza di Franco Mussida i cui allievi del Cpm hanno scritto - e suoneranno dal vivo con la loro band, e interpreteranno con il loro coro - tutte le musiche; con le coreografie di Ada Debora Risi. Per una produzione curata da Le Belle Arti Aps e Cpm. E la collaborazione dell’associazione Amici della Nave nella prospettiva - comunque la speranza - di potere replicare presto lo spettacolo anche all’interno del carcere di San Vittore con il Coro La Nave. Il musical fa parte della rassegna Musicami promossa e sostenuta da Fondazione di Comunità Milano, con oltre 500 giovani tra i 15 i 24 anni coinvolti direttamente nell’ideazione e allestimento di sei spettacoli in tutto tra teatri, piazze, spazi culturali dell’area milanese. I primi due - Pagina 64 e Sogno di una notte d’estate - già andati in scena il 5 e il 9 maggio; il prossimo - Il giorno più bello della nostra vita - il 28 maggio al Teatro Delfino; quindi appunto Wait il 31 al Guanella; per chiudere l’8 e il 19 giugno con Trap Community Opera e Forest rispettivamente al Base di via Bergognone e al Cristallo di Cesano Boscone.

La storia di Wait? Nove ragazze e ragazzi che aspettano a teatro, per motivi diversi, un certo Davide che non arriva mai. Nell’attesa si conoscono, recitano, litigano, si scontrano… ma poi anche giocano, cantano, rappano. E l’attesa di Davide, come quella di un Godot post-moderno, diventa la metafora di quell’attesa più grande che è la vita: in cui il verbo aspettare può non essere semplicemente un atto passivo, ma trasformarsi nella continua scoperta di “incontri ai quali andare incontro”. E che la vita te la possono veramente cambiare. Lo spettacolo tocca molti dei temi, anche drammatici, che ritroviamo spesso sui giornali come fatti di cronaca quando si parla dei giovani. Ma riesce a farlo con leggerezza e molta ironia, pur nella sua intensità.