di Giorgia Venturini
fanpage.it, 8 settembre 2024
L’avvocata che difendeva il 18enne morto carbonizzato in carcere a Milano aveva ottenuto la fissazione urgente dell’udienza per la prossima settimana. Youssef Moktar Lota Baron è il ragazzo 18enne morto al carcere di San Vittore a Milano avvolto dalle fiamme. Qui ci era entrato dopo essere stato ritenuto responsabile dello scippo di una collanina a una signora davanti alla Stazione Centrale. Era in attesa di processo. Non era la prima volta che si trovava davanti a un giudice: sempre per rapina si era occupato il Tribunale dei Minori ma in più volte era stato riconosciuto il totale vizio di mente e questa perizia lo rendeva inconciliabile con la vita del carcere. Da allora era finito in cinque diverse comunità.
L’avvocata che lo difendeva, Monica Bonessa, aveva ottenuto la fissazione urgente dell’udienza per la prossima settimana. Questo vuol dire che settimana prossima Youssef Moktar Lota Baron poteva avrebbe potuto uscire dal carcere. La tragedia è avvenuta a mezzanotte di giovedì: Youssef si trovava nel bagno della cella e ha dato fuoco a un materasso. Il compagno di cella ha subito gridato richiamando l’attenzione degli agenti della polizia penitenziaria. Gli agenti sono subito riusciti a mettere in salvo il compagno di cella ma per Youssef era ormai troppo tardi: purtroppo è rimasto intrappolato e quando gli agenti hanno spento le fiamme con gli estintori purtroppo non c’è stato più nulla da fare. Ora i famigliari della vittima si chiedono come ha fatto ad avere un accendino in mano in cella.










