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di Valter Vecellio


Italia Oggi, 23 novembre 2020

 

La Giustizia Cenerentola: non ce n'è traccia nelle agende delle forze politiche, di governo come di opposizione; lo stesso ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, brilla per la sua assenza. La situazione nelle carceri, per esempio: da sempre in emergenza, più che mai in questi giorni di pandemia. A occuparsene, il "solito" Partito Radicale. Il segretario Maurizio Turco e la tesoriera Irene Testa denunciano che per prevenire l'emergenza Covid-19 nelle carceri si è fatto poco o nulla: "La situazione è ulteriormente peggiorata, ormai appare fuori controllo".

L'ex parlamentare radicale Rita Bernardini, presidente dell'associazione "Nessuno tocchi Caino", assieme a decine di militanti, è in sciopero della fame, chiede urgenti provvedimenti: "Gli ultimi dati ci dicono che i casi positivi tra i detenuti sono arrivati a 537 e fra gli operatori, agenti compresi, a 737". Numeri che crescono con allarmante rapidità: l'8 ottobre del 2020 le cifre ufficiali diffuse dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria parlavano di 34 detenuti contagiati, e di 61 operatori di polizia.

Un sindacato della Polizia penitenziaria, l'Osapp, fa sapere che in due settimane i numeri dei contagiati, tra detenuti e personale penitenziario, sono aumentati del 600%. Tutto questo a fronte di una popolazione carceraria che aumenta: in 47 mila posti ufficiali sono stipati oltre 54.800 detenuti. Scende in campo anche l'Unione delle camere penali: "I provvedimenti adottati sino ad ora appaiono totalmente inadeguati ad affrontare la nuova ondata del virus, che si presenta molto più pericolosa e cruenta della prima".

Ma emergenza Giustizia non è solo la situazione delle carceri. Una cartina di tornasole sono i cosiddetti "errori giudiziari", molto spesso sono veri e propri "orrori". Dal 1991 al 2019 se ne sono censiti ben 28.893, circa mille l'anno; più di tre al giorno. Si tratta di "errori/orrori" che segnano in modo indelebile chi ne è vittima, e le loro famiglie; e comportano un oneroso peso in termini economici: ogni anno, circa 28 milioni e 400 mila euro di risarcimenti e indennizzi; dal 1991 al 2019 circa 824 milioni di euro. Nel solo 2019 il ministero dell'economia ha dovuto pagare 44 milioni 894 mila 510 euro. Come si vede, cifre da capogiro; e occorre tener presente che i casi di ingiusta detenzione potrebbero essere molti di più: il "censimento" tiene presente solo i casi in cui si giunge a un effettivo risarcimento. Accade infatti che delle domande di riparazione presentate alle Corti d'appello, una gran parte viene respinta: almeno un terzo.