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di Ismaele C.


La Stampa, 31 gennaio 2022

 

Domenica sono stato colpito alla testa da una manganellata durante una manifestazione per la morte di Lorenzo Parelli, io e altri 3 ragazzi abbiamo riportato ferite suturate con dei punti. Sempre domenica al Pantheon la polizia ha caricato gli studenti con una violenza inaudita e senza un valido motivo. A Torino, durante altre manifestazioni studentesche, venerdì scorso, ci sono stati 20 feriti tra cui due gravi. Episodi simili si sono verificati anche a Milano e a Napoli.

Sorgono doverosi dubbi sullo stato di salute della nostra democrazia. La responsabilità è della ministra Lamorgese, alla quale va chiesto conto e ragione della condotta muscolare delle forze dell'ordine in dinamiche di piazza di solito gestite nella totale tranquillità e calma. Penso che focalizzarsi su una critica ai fatti come un problema di ordine pubblico, esclusivamente di violenza ingiustificata, rischi di spegnere totalmente il problema politico della violenza poliziesca nel contesto delle nostre manifestazioni: è una questione che non si risolve con delle scuse, spiegando il perché o attraverso particolari liturgie istituzionali.

Noi eravamo in piazza, come in tantissime città d'Italia per chiedere l'abolizione dell'alternanza scuola-lavoro, contro un processo in atto da decenni, portato avanti da tutti i governi, che sta trasformando la scuola pubblica italiana in un'azienda o in ufficio di collocamento. Eravamo in piazza per la morte surreale di un nostro coetaneo, ucciso dal dogma della competitività, che ha sfregiato la nostra istruzione pubblica.

Piuttosto che alla Lamorgese, responsabile istituzionale dei quattro punti che mi ritrovo in testa, mi rivolgerei al ministro Bianchi, che nel contenuto politico non è diverso dalla Azzolina, che non era diversa da Fioramonti (anche se sotto il suo ministero l'alternanza è stata depotenziata) che non era diversa dalla Fedeli, e si potrebbe andare a ritroso per molto tempo. Se la Lamorgese è la responsabile istituzionale della violenza inspiegabile della polizia (ho letto che rappresentanti delle forze dell'ordine hanno giustificato i fatti di Torino e Milano dicendo che il rischio era il saccheggio - parliamo di massimo cinquecento studenti, tra cui molti minorenni - delle sedi di Confindustria) allora di questa ferita Patrizio Bianchi ne è il responsabile politico. Perché noi quel giorno, quando ci stavamo per muovere in corteo, eravamo diretti verso il Miur proprio per contestare il ministro Bianchi