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di Giovanni Negri

Il Sole 24 Ore, 10 ottobre 2022

I dati del Viminale. Nel primo semestre del 2022 sale al 4,3% la percentuale di under 18 tra le persone segnalate (17.716 in tutto). L’incidenza arriva al 29% nelle rapine in strada o al 16% nei furti con strappo. Alert sul territorio per i crimini delle baby gang.

Nei primi sei mesi dell’anno sono stati 17.716 i minori segnalati alle forze dell’ordine, più della metà rispetto ai 30.400 minori denunciati, arrestati o fermati durante tutto il 2021. In pratica, l’identikit dei criminali oggi corrisponde a quello di un under 18 nel 43% dei casi, una incidenza in crescita rispetto al 3,5% rilevato nel 2018 e nel 2019.

Il nuovo volto della criminalità emerge dai dati del dipartimento di Pubblica sicurezza del ministero dell’Interno sulle segnalazioni riferite spersone denunciate o arrestate, estratti dalla banca dati interforze e suddivisi per fascia di età e cittadinanza. Uno dei segnali più preoccupanti arriva dal confronto con gli anni precedenti, in particolare per alcune tipologie di reato: nel primo semestre più di 1.53o minorenni sono stati coinvolti in rapine in pubblica via, pari al 29% delle persone segnalate per questa forma di reato.

E questo tipo di aggressione - come anticipato sul Sole 24 Ore del 3 ottobre scorso - risulta in crescita Del 13% rispetto al 2019, quindi rispetto a prima della pandemia. Degli oltre 17mila minori segnalati nei primi sei mesi, altri 1.977 sono stati denunciati o fermati per lesioni dolose, 1.288 per danneggiamenti, 993 per spaccio, 702 per ricettazione, 371 quelli in seguito a percosse. Su circa 380 persone fermate per aver rubato un motorino (pochissime a fronte di 9.962 furti rilevati nel periodo), uno su quattro era un minore.

E a diventare, sempre più spesso, un illecito minorile è lo scippo (cioè il furto con strappo), per il quale il 16,4% delle persone arrestate ha meno di 18 anni (in tutto 155 minori). Così come il furto negli esercizi commerciali, per il quale l’11,4% dei soggetti segnalati sono minori (1.483 in tutto).

Alcuni recenti episodi di cronaca, risse e violenze di strada da parte di gruppi giovanili, hanno poi acceso i riflettori sulle baby gang in Italia, un fenomeno crescente, con un forte impatto sulla percezione di insicurezza nelle città. Per comprenderne meglio le radici, è stato pubblicato venerdì scorso il primo report realizzato dal centro di ricerca interuniversitario Transcrime, in collaborazione con il servizio Analisi criminale del dipartimento di Pubblica sicurezza e quello per la Giustizia minorile del ministero della Giustizia.

Le gang giovanili (di solito composte da una decina di minori trai 15 e i 17 anni) sono attive nella maggior parte delle regioni italiane (con una leggera prevalenza del Centro- Nord rispetto al Sud del paese). Circa la metà degli uffici di servizi sociali peri minorenni, delle Questure e dei comandi provinciali dei Carabinieri dichiara che sono aumentate nel territorio di loro competenza negli ultimi cinque anni.

“Abbiamo registrato un aumento dei reati di strada che coinvolgono giovanissimi tra i 16 e i 25 anni - spiega Marco Granelli, assessore alla Sicurezza del Comune di Milano. Per combattere questo fenomeno lavoriamo insieme all’autorità giudiziaria e ai servizi sociali. In alcuni quartieri il presidio delle forze dell’ordine di per sé non basta: bisogna offrire un’alternativa ai ragazzi che rivivono, come un centro dove fare attività sportiva”.

Osservando le statistiche del Viminale, emergono anche altre caratteristiche ricorrenti nel profilo dei criminali. Il 33,4% delle persone segnalate, ad esempio, risulta di origine straniera, percentuale abbastanza stabile nel tempo (nel 2019 era del 31%) e che risulta più marcata nei territori più esposti alle migrazioni e ai flussi turistici A Prato l’incidenza sale al 65%, a Lodi e Firenze al 54% e a Milano al 53 per cento. Gli stranieri, poi, sembrano più coinvolti in alcune forme di reato: ad esempio, su 41 arresti per tentato omicidio a scopo di furto o rapina il 73%è di origine straniera; su 2.990 persone accusate di furto con destrezza Il 64% non è italiano.

L’azione di contrasto Non per tutti gli illeciti, però, emerge la stessa efficacia dell’azione di contrasto: d sono reati - ad esempio i furti di motocicli, automobili e i furti con destrezza - per cui vengono segnalate meno di tre persone ogni cento denunce pervenute alle forze dell’ordine per quel tipo di illecito. Anche per i delitti infornatici - che sono addirittura raddoppiati nei primi sei mesi di quest’anno rispetto allo stesso periodo del 2019 - sono state segnalate solamente 955 perone nel semestre. Un numero che, rapportato ai 15.215 episodi denunciati, sembra certificare come certi crimini, purtroppo, in pratica restino impuniti.