di Martina Pennisi
Corriere della Sera, 5 febbraio 2021
Dal confronto fra TikTok e il Garante italiano per la privacy siamo usciti con la consapevolezza disarmante che una soluzione immediata non c'è. Tanto tuonò, ma caddero poche (pochissime) gocce. Quasi niente. Dal confronto fra TikTok, applicazione di intrattenimento video del colosso cinese ByteDance, e il Garante italiano per la privacy siamo usciti con la consapevolezza disarmante che una soluzione immediata, ma anche a breve termine, al problema della presenza dei minori sui social network non c'è, o quantomeno non verrà applicata.
Il Garante ha sollevato la questione in dicembre, e a fine gennaio ha ordinato a TikTok di smettere di trattare di dati degli utenti di cui non ha certezza dell'età anagrafica. Risposta dell'app, usata in Italia da più di nove milioni di persone: la data di nascita verrà chiesta di nuovo, dal 9 febbraio. Ma chiunque potrà mentire, compresi quegli under 13 che non dovrebbero potersi iscrivere, ma lo fanno lo stesso. Le piattaforme ne sono consapevoli - gli Stati Uniti le hanno già multate per questo: 5,7 milioni di dollari TikTok e 170 milioni YouTube - e come spesso accade nei tira e molla con istituzioni, opinione pubblica o altre aziende cercano e adottano soluzioni in modo progressivo (pensate al copyright e alla rapidità con cui, adesso, vengono rimossi i video che violano i diritti). Per ora, su TikTok, Facebook e Instagram gli utenti possono segnalare chi sembra avere meno di 13 anni, mentre YouTube fa delle verifiche ad hoc per determinati contenuti.
In Italia c'è chi, come il tecnologo Stefano Quintarelli, ha proposto di sfruttare l'identità digitale Spid per accertare l'età degli utenti. Al Garante TikTok ha promesso che valuterà la possibilità di usare l'intelligenza artificiale (e i dati in suo possesso, quindi): se questa è una strada, va esplorata in tempi rapidi, nel rispetto della privacy. Dall'altra parte dello schermo ci siamo noi, i nostri figli, fratelli minori, nipoti, studenti: consapevolezza, alfabetizzazione, formazione e dialogo al momento sono le vere, uniche, armi che abbiamo











