di Francesco Grignetti
La Stampa, 12 maggio 2026
La senatrice dem: con il decreto Caivano repressione senza prevenzione. Le ronde punitive di giovanissimi che odiano gli stranieri sembrano solo l’ultima frontiera di un fenomeno in crescita: la violenza giovanile. Il governo Meloni ha usato la mano pesante con il decreto Caivano, che ha avuto come effetto quasi immediato l’aumento di adolescenti negli istituti minorili. Andrea Ostellari, sottosegretario leghista alla Giustizia, ieri rivendicava su questo giornale: “C’è un’esigenza molto precisa, che è quella di tutelare i ragazzi, toglierli dalla strada e dalle mani di quei criminali che li utilizzano per commettere reati”.
La senatrice dem Simona Malpezzi, vicepresidente della Commissione bicamerale per l’infanzia e l’adolescenza, la vede in maniera diametralmente opposta. “Credono solo nella punizione e non c’è alcun percorso educativo”.
Senatrice, i numeri parlano di molti giovanissimi detenuti più di prima…
“Questo governo ha pensato di risolvere tutti i problemi attraverso elementi solo ed esclusivamente di natura punitiva. Di conseguenza abbiamo assistito ad un aumento esponenziale nelle presenze di minori negli istituti di pena dopo il decreto Caivano”.
Il carcere dovrebbe essere l’ultima spiaggia. Non è così?
“Quando leggo le parole del sottosegretario Ostellari, la cui soluzione è avere costruito tre carceri in più e quindi possiamo essere soddisfatti, mi preoccupo. Penso a quanto ci dice sempre il cappellano del Beccaria, don Claudio Burgio, che richiama sempre la politica alla necessità di investire in un esercito, ma che sia un esercito di educatori”.
Il governo sostiene che sono istituti moderni…
“Sfido chiunque adire che i ragazzi negli istituti minorili, così come sono, facciano percorsi educativi. La fotografia dell’esistente dice altro. Mi rifaccio al rapporto di Antigone. Anche negli istituti minorili c’è sovraffollamento e carenza di personale, pochi educatori, molti atti di autolesionismo, un boom nell’uso di psicofarmaci, casi di suicidio”.
Anche tra i minori?
“Eccome. In carcere questi ragazzi diventano più fragili. Il rapporto Antigone cita un aumento vertiginoso nell’uso di psicofarmaci al Beccaria di Milano, a Nisida, a Pontremoli in Lunigiana”.
Con il decreto Caivano è evidente che questo governo ha scelto una politica specifica, di repressione…
“E infatti crescono i numeri della detenzione minorile. Ma era ovvio: se si restringe la possibilità di messa alla prova, se si ampliano i casi di custodia cautelare e di arresto per i minori, se si aumentano le pene per alcuni reati e di conseguenza si riduce l’accesso alle misure alternative, è un serpente che si morde la coda”.
Il fenomeno della devianza giovanile è in crescita o no?
“In premessa diciamo che non è vero un boom dei reati. È vero però che cresce la violenza nel commettere il singolo reato: se prima c’era un furto, oggi c’è un reato più serio. Ed è vero che gli istituti sono pieni di minori stranieri. Ma il governo non può meravigliarsi. Prima hanno smantellato tutto il sistema dell’accoglienza, poi “scoprono” che molti minori stranieri abbandonati sulla strada scivolano nella devianza”.
Voi che proponete?
“C’è un nostro ddl che pende al Senato per finanziare le “comunità educanti”. Serve un fondo da distribuire agli enti locali per unire tutte le agenzie educative del territorio, serve la prevenzione di una comunità educante”.











