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di Eleonora Camilli

La Stampa, 9 agosto 2025

Diminuiti i rimborsi da parte dello Stato, i centri più in difficoltà sono Milano e Roma, ma anche Trieste, Bergamo, Genova e Napoli. Nei Comuni italiani mancano i fondi per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati e i sindaci lanciano l’allarme per una situazione che rischia di diventare “insostenibile”. In ballo non ci sono solo i diritti dei migranti minorenni arrivati da soli nel nostro Paese ma anche i bilanci degli enti locali. Con una circolare di giugno, infatti, il Viminale ha cambiato le regole per il contributo alle spese di accoglienza già anticipate dai comuni italiani: di fatto verrà rimborsata solo il 35% del totale.

“Da alcuni mesi è emersa un’insufficienza di copertura delle spese dei comuni italiani connesse all’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati a valere sul Fondo nazionale dedicato, che sta preoccupando molto i sindaci e che allo stato non trova risposte rassicuranti”, si legge in una nota dell’Anci. L’associazione il mese scorso aveva già sollecitato con una lettera i ministri di Interno ed Economia, Matteo Piantendosi e Giancarlo Giorgetti, senza però ottenere risposta.

Tra ritardi e nuovi provvedimenti l’ammanco stimato da Anci è di almeno 190 milioni negli ultimi due anni (80 milioni per il 2023 e 110 milioni nel 2024). A questi si aggiunge una previsione di buco per il primo trimestre del 2025 di almeno 53 milioni. Tra i comuni più penalizzati oltre alle grandi città come Roma e Milano, Trieste con un ammanco di 10 milioni, Bergamo con 8, Genova e Napoli, rispettivamente 6 milioni e 2 milioni di euro. In totale i minori non accompagnati attualmente accolti in Italia sono 16.497 ma, solo poco più di 6.000 sono i posti dedicati nel sistema governativo Sai e 1500 in quello prefettizio. Il resto viene preso in carico dai comuni presso strutture dedicate all’accoglienza dei minorenni, come le case famiglia.

“È necessario, oltre a ristorare i Comuni delle spese finora sostenute, ampliare in modo significativo, come ormai si prospetta da tempo ma senza passaggi conclusivi, la capienza del Sistema di accoglienza e integrazione (Sai) dedicato ai minori - continua la nota di Anci - così da consentire a tutti i minori di essere presi in carico all’interno di un sistema che coniuga sostenibilità economica e buona integrazione”. L’Associazione nazionale comuni italiani ricorda anche che “le risorse afferenti al Fondo hanno natura di contributo ‘nei limiti delle risorse disponibili. Aspetto particolarmente scivoloso, come l’ammanco di risorse oggi evidenzia”“. La questione, conclude la nota dell’Anci, “è tanto più complessa nelle città in cui il numero di msna presi in carico diventa talmente alto da risultare insostenibile. Anche da questo punto di vista il Sai, se adeguatamente potenziato, può rappresentare un meccanismo naturale di governance e leva di equa distribuzione, per piccoli numeri, sull’intero territorio nazionale”.

A protestare sono anche le associazioni che tutelano i diritti dell’infanzia come Save the children, Arci, Caritas, Centro Astalli. “Gli stanziamenti per il Fondo nazionale per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati non sono sufficienti a coprire le spese sostenute dai comuni per l’accoglienza dei minori migranti che arrivano soli in Italia”, sottolineano in un appello firmato da 20 ong del terzo settore. E chiedono al governo di “prevedere adeguati fondi a copertura delle spese del biennio pregresso e del prossimo triennio, nell’ambito di un confronto con Anci rispetto alle previsioni di spesa e alle necessità dei Comuni”. Se la situazione non cambierà “finirà inevitabilmente per ripercuotersi sui diritti di migliaia di adolescenti e bambini/e non accompagnati presenti in Italia, che rischierebbero di non essere adeguatamente seguiti e supportati e, di conseguenza, di sprofondare in situazioni di marginalità, nonostante l’esiguità del loro numero attuale - poco più di 16mila - che invece consentirebbe una programmazione organica e un impegno economico del tutto sostenibile per lo Stato”.