sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Edoardo Patriarca

vita.it, 14 luglio 2026

Dopo l’approvazione al Senato arriva in Commissione Giustizia la legge di iniziativa governativa sulle “Disposizioni in materia di detenzione domiciliare per il recupero dei detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti”. I soggetti che intendono intraprendere un percorso di recupero devono poter espiare la pena in strutture accreditate del privato sociale o pubbliche. La misura interesserebbe - secondo i dati 2024 - 23mila persone. La relazione parla di 13mila strutture interessate, al 97% gestite dal privato e dal privato sociale.

L’argomento che occuperà il dibattito politico della settimana sarà senza alcun dubbio la legge elettorale proposta dalla maggioranza, messa in prima votazione alla Camera dei Deputati. Propongo alla vostra attenzione il disegno di legge governativo 2961 “Disposizioni in materia di detenzione domiciliare per il recupero dei detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti”, approvato dal Senato e ora assegnato alla commissione Giustizia della Camera. 

Il programma riabilitativo ai domiciliari - Una legge che introduce una nuova misura alternativa di detenzione specificatamente rivolta ai soggetti affetti da tossicodipendenza o alcoldipendenza. La persona condannata potrà richiedere in ogni momento la misura di detenzione domiciliare per espiare una pena detentiva non superiore però a 8 anni. La misura è finalizzata alla esecuzione di un programma terapeutico socio riabilitativo, previa la volontà dichiarata della persona detenuta di intraprendere o proseguire il programma, non solo in strutture private accreditate ma anche in strutture pubbliche residenziali del Servizio sanitario nazionale specializzate nella cura e nella riabilitazione. 

I passaggi previsti - Al tribunale di sorveglianza viene imposta l’accoglimento dell’istanza di misura alternativa solo dopo una attenta verifica del programma terapeutico adeguato per un concreto recupero della persona onde ridurre ai minimi termini il pericolo che il richiedente commetta altri reati. Una Commissione centrale presso il Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del consiglio dovrà elaborare delle linee guida uniformi per l’accertamento della dipendenza, successivamente con un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sarà indicata la composizione della commissione e la disciplina di funzionamento. C’è un’Italia che resiste allo spopolamento, rigenera i territori e trasforma il turismo in occasione di incontro. È l’Italia dei “paesi-persona”.

Nel nuovo numero di Vita magazine raccontiamo 100 esperienze da conoscere e da visitare. Il responsabile della struttura residenziale o semiresidenziale presso cui si svolge il programma terapeutico è tenuto a trasmettere una relazione semestrale sulla esecuzione del percorso al Servizio pubblico per le dipendenze e all’Ufficio di esecuzione penale esterna competente per territorio. 

Gli elementi di flessibilità e procedure - Sono stati introdotti elementi di flessibilità da una parte, e dall’altro una maggiore rigidità dei termini procedurali nei casi in cui si proceda alla revoca della detenzione domiciliare terapeutica. Nel caso di fallimento non colpevole del percorso si prevede la possibilità di autorizzare, se richiesto dall’interessato, per non più di due volte il trasferimento presso altre strutture, mantenendo ferma la durata originale del programma terapeutico. Nel caso di violazione o di accertamenti del fallimento del programma l’autorità giudiziaria dovrà procedere alla revoca immediata della misura alternativa. Resta ovviamente obbligatoria la revoca in caso di evasione o di comportamenti incompatibili a norma di legge. 

Le persone coinvolte - La relazione illustrativa da un quadro numerico delle persone coinvolte. Il detenuto tossico-alcoldipendente rappresenta una percentuale significativa della popolazione carceraria: nel 2024 risultavano presenti nelle strutture penitenziarie quasi 20mila detenuti con la sola tossicodipendenza, pari a circa il 32% della popolazione carceraria complessiva, in aumento del 3% rispetto ai numeri del 2023. Per quanto riguarda le persone alcol dipendenti non vengono forniti dati specifici: sono disponibili dati complessivi dei consumatori di alcol presi in carico dal Servizio sanitario nazionale pari a circa 63mila persone. Da questi dati si possono estrapolare il numero dei possibili detenuti fruitori della misura alternativa, si parla all’incirca di 3.700 persone. Potenzialmente la misura detentiva alternativa ha un potenziale di fruitori di circa 23mila persone. Un progetto che va nella direzione di un’umanizzazione della vita carceraria: la concreta possibilità di un recupero di persone tossico-alcoldipendenti, il probabile calo della recidiva e un parziale svuotamento delle carceri. 

Previsto un fondo di 19 milioni di euro per il 2026 - La sfida riguarda l’amministrazione giudiziaria e la capacità ricettiva per mettere a terra la misura alternativa: nella relazione illustrativa si parla di 13mila strutture gestite per il 97% dal privato e dal privato sociale. Saranno sufficienti? Per l’esecuzione del provvedimento viene istituito un fondo per il 2026 pari a circa 19 milioni di euro. E questa è già una buona notizia.