Il Sole 24 Ore, 15 maggio 2026
Sarebbe allo studio, con il placet del Governo, un sistema basato su collegi distrettuali per ovviare alle carenze dei tribunali medio piccoli. Il governo si prepara a rinviare l’entrata in vigore della riforma del gip collegiale sulle misure cautelari personali, già approvata con la legge 114 del 2024 e destinata a diventare operativa dal prossimo 25 agosto. Secondo quanto riferito dal quotidiano del Consiglio nazionale forense, Il Dubbio, Palazzo Chigi avrebbe dato il via libera a una soluzione tecnica elaborata dal ministero della Giustizia per superare le criticità organizzative denunciate dall’Associazione Nazionale Magistrati.
L’ipotesi allo studio prevede un rinvio dell’applicazione della riforma, con l’obiettivo di arrivare entro l’autunno a un sistema stabile basato su collegi “distrettuali”. In pratica, le decisioni sulle misure cautelari non verrebbero affidate a collegi costituiti nei singoli tribunali, ma organizzati a livello di distretto di Corte d’appello, così da evitare paralisi operative negli uffici giudiziari più piccoli.
La riforma, fortemente sostenuta dal ministro della Giustizia Carlo Nordio e dal capogruppo di Forza Italia Enrico Costa, introduce il principio della collegialità nelle decisioni che incidono sulla libertà personale degli indagati. L’obiettivo dichiarato è rafforzare le garanzie difensive, evitando che provvedimenti cautelari vengano adottati da un solo magistrato e favorendo una valutazione più approfondita del quadro probatorio. Secondo Il Dubbio, la soluzione avrebbe ottenuto anche il placet del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e nascerebbe dal confronto avviato dal viceministro Francesco Paolo Sisto con le toghe dopo le forti obiezioni avanzate dall’Anm. Le criticità riguardano soprattutto la carenza di magistrati nei tribunali medio-piccoli e il rischio di rallentamenti nei procedimenti urgenti, a partire da quelli legati al “codice rosso”.











