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fuoriluogo.it, 30 maggio 2026

Il 3 giugno webinar per lanciare la mobilitazione contro gli agenti infiltrati nelle carceri previsti dal governo. Il carcere non può diventare il luogo del sospetto permanente. Per questo mercoledì 3 giugno 2026, alle ore 18.30, si terrà il webinar “Contro il carcere del sospetto. No alle operazioni sotto copertura”, promosso per lanciare la mobilitazione contro il provvedimento del governo che introduce la possibilità di agenti infiltrati negli istituti penitenziari. Al centro dell’incontro c’è l’appello “Difendiamo l’articolo 27. No agli agenti infiltrati nelle carceri”, sottoscritto da associazioni, operatori e operatrici, volontariə, insegnanti e cittadinə attivə nella tutela dei diritti delle persone recluse.

L’articolo 15 del decreto Sicurezza n. 23 del 2026, convertito nella legge 24 aprile 2026, n. 54, autorizza infatti gli ufficiali di polizia giudiziaria appartenenti ai nuclei investigativi della Polizia penitenziaria a svolgere operazioni sotto copertura all’interno delle carceri. Una misura che estende agli istituti penitenziari strumenti previsti per il contrasto alla criminalità organizzata transnazionale, ma che in questo caso riguarda anche lotte, rivolte, evasioni, spaccio di sostanze e detenzione di telefoni cellulari: questioni che dovrebbero essere affrontate nell’ordinaria gestione penitenziaria, con garanzie, trasparenza e responsabilità istituzionale.

Il rischio denunciato dall’appello è netto: introdurre operazioni sotto copertura in carcere significa alimentare una cultura del sospetto, della paura e della sfiducia. La copertura potrebbe assumere il volto di una persona detenuta, di un educatorə, di un infermierə, di un volontariə. Proprio le figure e le relazioni su cui si fondano cura, ascolto, accompagnamento, attività trattamentali e garanzia dei diritti. In un sistema già segnato da sovraffollamento, degrado strutturale, mancata attuazione del mandato trattamentale e compressione dei diritti fondamentali, una norma di questo tipo rischia di produrre ulteriore conflittualità e opacità. Non più la legittima presa di parola delle persone recluse, ma un terreno di indagini sotto copertura, esposto ad arbitrarietà e provocazioni.

Il webinar sarà introdotto e coordinato da Susanna Ronconi di Forum Droghe. Interverranno Franco Corleone per La Società della Ragione, Stefano Anastasia, Garante dei detenuti della Regione Lazio, Ornella Favero di Ristretti Orizzonti, e Vincenzo Scalia, sociologo della devianza all’Università di Firenze. L’iniziativa vuole aprire una mobilitazione larga contro il provvedimento del governo, chiamando associazioni, garanti, magistratura di sorveglianza, avvocatura, operatori, volontari e società civile a vigilare e reagire. L’appello chiede di salvaguardare le relazioni di fiducia e cura con le persone detenute, di non collaborare con operazioni che contaminino i ruoli di chi opera in carcere e di segnalare ogni situazione di arbitrio, violazione dei diritti, ingerenza illegittima o provocazione. Difendere l’articolo 27 della Costituzione oggi significa anche questo: opporsi a un carcere ridotto a spazio di sorveglianza opaca, riaffermando che la sicurezza si costruisce con diritti, trasparenza, cura e responsabilità democratica. Webinar: Contro il carcere del sospetto. Mercoledì 3 giugno 2026, ore 18.30. Iscrizioni: https://us02web.zoom.us/meeting/register/MkDncGitT9qjrQCeSwU9Tg