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di Carlo Gregori


Gazzetta di Modena, 17 luglio 2021

 

Anna Albano responsabile di Piacenza, Vicenza e Modena Camere Penali: "Situazione preoccupante per i detenuti". Non c'è pace per il carcere di Modena. La direttrice dell'istituto di Ragusa, che ad interim dirigeva anche Sant'Anna dall'inizio del 2020 - quindi da pochi mesi prima della rivolta finita con le distruzioni e nove morti - è stata trasferita in altra sede. In attesa da anni di una nomina ufficiale del Ministero, ora a Sant'Anna ha preso il suo posto un'altra direttrice dimezzata, anzi "tripartita". Si tratta dell'attuale direttrice delle carceri di Piacenza e di Vicenza. Una situazione che, fanno notare gli avvocati, potrebbe avere gravi ripercussioni sulle pratiche dei detenuti.

L'impegno è stato massimo ma è francamente difficile e insidioso seguire due carceri, soprattutto se lontane tra loro. Per più di due anni Giovanna Maltese Puccia si è divisa tra Ragusa e Modena. La sua presenza fisica a Sant'Anna è stata però limitata, nonostante la sua disponibilità. Restando a capo della casa circondariale siciliana (sua regione d'origine), la Maltese Puccio ha seguito anche Sant'Anna da prima della rivolta. I suoi i contatti con la città sono stati estremamente rari e sporadici, soprattutto dopo quell'evento tragico, e non ha mai rilasciato dichiarazioni o interviste ai media e alla stampa locale. Ha però partecipato ad alcuni convegni, ultimo dei quali quello promosso in aprile da Rete-Studio-Carcere di Modena dedicato alla formazione e alla ricerca del lavoro dopo la reclusione.

Si sapeva che la sua presenza a Modena sarebbe terminata presto. Per il suo fine incarico, si era parlato degli inizi di giugno, ma ad alcuni incontri con delegazioni cittadine in quel periodo era ancora presente. Poi non si è saputo più nulla, se non che era stata trasferita a Catania per dirigere quel carcere. Non si sapeva chi sarebbe stato incaricato a sostituirla. Dal Ministero di Grazia e Giustizia non è arrivata alcuna indicazione pubblica. Solo ora si è saputo della nuova nomina, sempre ad interim. Non ci sarà dunque un direttore stabile che seguirà solo Sant'Anna.

È invece stata nominata una funzionaria già oberata di lavoro: Anna Albano. Dirige infatti già due carceri, tra l'altro distanti: Piacenza e Vicenza. E Modena diventa il suo terzo istituto. Come sia possibile svolgere le proprie mansioni al meglio in questa condizione, è difficile da immaginare. Soprattutto seguendo un carcere come Sant'Anna che ha gravi problemi. Una casa circondariale in sovraffollamento cronico prima della rivolta (dati recenti non se ne hanno). Carenza di personale: ad esempio, gli educatori sono 5 su 8 previsti e uno di questi sta andando in pensione. Infine, le difficoltà del dopo rivolta considerando le devastazioni e l'incendio appiccato dai rivoltosi e le inchieste in corso in Procura su quanto è avvenuto l'8 marzo 2020, comprese le accuse di presunti pestaggi e abusi commessi su detenuti inermi. La prospettiva che la direttrice Albano debba seguire tre carceri allo stesso tempo, nonostante tutto l'impegno personale possibile, suscita comprensibili perplessità e timori tra i detenuti e i loro difensori, soprattutto per quanto riguarda i tempi di risposta alle domande per ottenere un lavoro esterno o una liberazione anticipata.

Di queste preoccupazioni si fa carico il direttivo e l'Osservatorio Carcere delle Camere Penali di Modena "Perroux". Scrivono i penalisti modenesi: "Esprimiamo forte preoccupazione circa la situazione deficitaria che affliggerebbe attualmente la casa circondariale di Modena.

Alla grave carenza di organico dell'area educativa, si aggiunge oggi la mancanza di un vertice dirigenziale stabile". "Pur non dubitando in alcun modo della capacità e della professionalità di quest'ultima, è indubbio che la mancanza di una figura dirigenziale fissa rischi di ritardare gravemente il disbrigo delle istanze e delle domande provenienti dalla popolazione detenuta, con conseguente pregiudizio dei diritti e delle facoltà ad essa riservati". "Da troppo tempo Sant'Anna non ha un riferimento permanente, essendosi avvicendati in tempi rapidi diversi direttori", concludono le Camere Penali.