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Il Dubbio, 21 maggio 2021


Al via oggi la seconda edizione del Festival della Giustizia Penale, che dopo il grande successo del 2019 torna quest'anno con una tre giorni dal titolo "Vittime di ieri, vittime di oggi". L'evento, in programma fino al 23 maggio, si terrà interamente online e tutte le sessioni saranno disponibili gratuitamente sul sito e sul canale Youtube del Festival. Cifra stilistica di questo appuntamento con la giustizia è proprio il rapporto diretto con i cittadini, al fine di avvicinare i non addetti ai lavori al linguaggio giuridico e alla materia penale attraverso registri comunicativi e organizzativi non convenzionali.

Nomi eccellenti del panorama italiano - tra cui giuristi, magistrati, avvocati, politici, intellettuali ed artisti - introdurranno al tema delle vittime di reato, con la partecipazione degli stessi protagonisti di alcune delle vicende giudiziarie più note a livello nazionale e internazionale. "È un tema molto importante, quello delle vittime, che ci consente di andare al cuore dei problemi della nostra giustizia penale e della giustizia penale di tutto il mondo", spiega il direttore scientifico Luca Lupária Donati, certificando la vocazione internazionale propria dell'incontro promosso e organizzato dall'Associazione Festival Giustizia Penale Onlus che da Modena quest'anno si apre anche agli Stati Uniti e all'America Latina. Nato da un'idea di Donati e Guido Sola, avvocato e presidente dell'Associazione, insime a Martina Cagossi, Elena Lenzini, Andrea Lodi, Chiara Padovani, Roberto Ricco e Gianpaolo Ronsisvalle, il Festival propone un programma ricchissimo con la partecipazione di oltre 100 relatori e 35 panel.

Nei primi due giorni gli incontri saranno dedicati alle vittime secondo la formula del confronto, con richiamo alla giustizia riparativa. La figlia di Aldo Moro, Agnese, dialogherà con l'ex brigatista Grazia Grena; il nipote di Piersanti Mattarella, omonimo dell'ex presidente della Regione Sicilia ucciso dalla mafia, andrà a colloquio con il Procuratore Nazionale Antimafia Federico Cafiero de Raho; Vittorio Occorsio nipote del magistrato ucciso dal terrorismo nero, si confronterà con l'ex magistrato di Mani Pulite Gherardo Colombo.

La terza giornata sarà invece dedicata alle "prospettive di riforma del diritto e del processo penale", con una tavola rotonda a cui prenderanno parte Giovanni Canzio, Glauco Giostra, Giacomo Caliendo, Valerio Spigarelli, Gian Luigi Gatta e Mitja Gialuz. Il Festival dedicherà ampio spazio anche all'universo penitenziario, con un focus sul carcere ai tempi della pandemia. "Abbiamo inteso parlare di carcere sotto questo profilo perché ritieniamo che si sia giunti a un'ulteriore vittimizzazione del soggetto detenuto, per via delle restrizioni imposte soprattutto nella prima fase dell'emergenza sanitaria", spiega Gianpaolo Ronsisvalle, del comitato organizzativo.

Nella prima giornata, dopo i saluti istituzionali a cui prender parte anche la presidente del Cnf, Maria Masi, si segnala un evento dedicato agli avvocati in pericolo con la legale turca Aysegül Çagatay insieme al presidente dell'Oiad, Francesco Caia, coordinatore della Commissione diritti umani del Cnf, e l'avvocato Roberto Giovene di Girasole, componente della Commissione per i Rapporti Internazionali Paesi del Mediterraneo del Cnf.

Il Festival è patrocinato dal Senato, della Corte Costituzionale, dal garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, dalla Regione Emilia- Romagna, dai comuni di Modena, Carpi, Sassuolo e Pavullo, dal Consiglio Nazionale Forense, da Unimore, dall'Università di Roma Tre, dall'Ordine degli Avvocati di Modena, da Croce Rossa Italiana e Non sono un bersaglio, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, dalla Fondazione ex campo di Fossoli, da Fondazione Vittorio Occorsio, dalla Rete universitaria per la pace, dal Lions di Pavullo e del Frignano, da rete Dafne Italia, dalla Camera Penale di Modena Carl'Alberto Perroux, da Italy Innocence Project.