sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Valentina Lanzilli

Corriere di Bologna, 20 gennaio 2025

Fascicolo contro ignoti sulla morte dell’uomo che uccise la ex moglie e portò il suo cadavere in caserma: ipotesi di minacce da altri detenuti. Emergenza suicidi e sovraffollamento nella struttura di detenzione. Il carcere di Modena ancora sotto i riflettori. Dopo l’ennesimo caso di cronaca, avvenuto giovedì scorso, quando due detenuti hanno appiccato il fuoco in cella, ora è un altro episodio a finire sul tavolo della Procura. Parliamo della morte di Andrea Paltrinieri, il 49enne modenese che si è tolto la vita lo scorso 7 gennaio, inalando gas da alcuni fornellini a disposizione dei detenuti per cucinare. La procura di Modena ha infatti aperto un fascicolo contro ignoti con l’ipotesi di reato di istigazione al suicidio.

L’indagine per istigazione - Secondo quanto emerso, la scorsa estate Paltrinieri sarebbe stato destinatario di minacce e insulti da parte di altri detenuti e ora si cerca di verificare se ci fossero segnali che sono stati sottovalutati, portando poi l’uomo a compiere l’estremo gesto. Lo riporta Il Resto del Carlino. Ricordiamo che Andrea Paltrinieri si trovava in carcere dopo aver ucciso, nel giugno del 2024, la sua ex moglie, la dottoressa bielorussa Anna Sviridenko, madre dei suoi figli. L’uomo la soffocò, caricò il cadavere su un furgone e lo portò alla caserma dei carabinieri di Modena, dove confessò il delitto. Tra i motivi di tensione nella coppia anche l’affidamento dei due figli piccoli.

Tre suicidi in tre settimane - Quello di Paltrinieri è stato il terzo suicidio nel giro di sole tre settimane nel carcere di Sant’Anna. A questo si aggiunge poi l’episodio di giovedì, quando due detenuti hanno appiccato il fuoco in cella. Uno di questi, un 25enne straniero, è tutt’ora ricoverato in prognosi riservata al centro grandi ustionati di Parma in gravissime condizioni. Intossicati e accompagnati in ospedale anche 9 agenti della polizia penitenziaria che sono subito intervenuti in loro soccorso e che sono poi stati dimessi.

In cella 570 persone ma i posti sono solo 370 - Solo due giorni fa invece è stato presentato un ulteriore esposto, relativo però ai fatti del marzo del 2020, quando a seguito di una rivolta, 9 detenuti persero la vita. La denuncia è stata presentata da un 37enne marocchino che ora è tornato in libertà e che non fu coinvolto negli scontri. Secondo la sua ricostruzione, proprio quel giorno, dopo essere uscito dalla sua cella che era stata data alle fiamme, venne picchiato. Tra i tanti problemi che affliggono la struttura, il sovraffollamento resta quello più drammatico. Al Sant’Anna, con una capienza di 370 posti, ci sono ad oggi più di 570 detenuti, oltre il 60% in più. Anche per questo la Camera penale di Modena ha proclamato l’astensione collettiva dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale degli avvocati per la giornata di venerdì 24 gennaio.