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di Valentina Reggiani


Il Resto del Carlino, 1 febbraio 2020

 

Antonello Nakhleh, istruttore cinofilo, porta in carcere gli amici a quattro zampe: "Organizzo corsi per diventare operatori di canile". Un'intera adolescenza dedicata allo sballo; tra notti di follia e chili di cocaina da vendere ai più giovani. Poi, all'improvviso, il baratro e la risalita verso la seconda vita, quella vera, e un sogno che finalmente diventa realtà.

Grazie ad Antonello Nakhleh, 33 anni di Novi, a partire da marzo gli amici a quattro zampe del canile intercomunale entreranno in carcere, prima al Sant'Anna e poi alla casa lavoro di Castelfranco. Un progetto, quello ideato dal giovane, che rappresenta una possibilità concreta sia per l'animale che per il detenuto. Infatti ai carcerati sarà data l'opportunità di seguire un corso di formazione per operatore di canile della durata di un anno. Una volta ottenuto il riconoscimento e scontata la pena il detenuto potrà inserirsi nel mondo del lavoro.

"Gli obiettivi del progetto sono diversi - spiega Antonello, istruttore cinofilo - intanto ai ragazzi racconterò in qualità di docente la mia storia, facendo capire che prima c'ero io da quella parte e che c'è sempre una seconda strada da percorrere. Avranno l'occasione, dopo il corso, di reinserissi nel mondo del lavoro e, nello stesso tempo, il detenuto stilerà una sorta di scheda del cane affinché possa essere adottato con più facilità.

Per ora saranno coinvolti quindici detenuti selezionati tra sex offender, alta sicurezza e collaboratori di giustizia. In futuro vorremmo riuscire a far sì che il penitenziario adottasse uno dei cani del canile perché attraverso la pet therapy il carcerato possa aprirsi emotivamente. L'animale funge anche da 'pontè nel rapporto tra il detenuto e i familiari: potrebbe aiutare in alcuni casi a ricostruire la relazione padre-figlio".

Alessandro, attraverso la sua storia e l'innovativo progetto offre infatti un messaggio di speranza e una possibilità. Il giovane, ex tossicodipendente e spacciatore, dopo un percorso a San Patrignano a 20 anni, ha deciso di voltare pagina: è diventato allevatore e formatore cinofilo e nel 2007 ha fondato Hello Dog Cinofilia, a Soliera che propone corsi di formazione ma che è attiva su più fronti, tra cui quello del volontariato.

La scuola è un riferimento nazionale e all'interno ha un centro d'esame qualificato per istruttori. "Il cane suscita emozioni positive ed io ho capito quanto potesse dare all'uomo proprio a San Patrignano, dove mi occupavo del canile. Ho iniziato a fare uso di stupefacenti a undici anni; a tredici avevo già provato di tutto ma avevo bisogno di soldi per farmi. Così ho iniziato a spacciare: eravamo in otto, tutti giovanissimi. Marionette nelle mani di pezzi grossi e arrivavamo a spacciare fino a trenta chili di droga al mese, oltre a migliaia di pastiglie di extasy. Spesso il nostro compito era quello di rifornire studenti.

Tutte le entrate, poi, le bruciavamo in vizi e droga fino a che qualcuno non ha fatto il mio nome. Sono stato arrestato e condannato a quattro anni. Mi hanno dato l'opportunità di scontare la pena a San Patrignano e mi hanno affidato il settore canile: è stata la mia salvezza. Da quel momento la mia vita è cambiata. Vorrei così riuscire ad aiutare chi ha scelto la strada sbagliata come ho fatto io; affinché capisca che l'alternativa esiste e che si può fare tanto, soprattutto per gli altri".