di Martina Thi Phu Ghedini
Il Resto del Carlino, 4 gennaio 2026
Arci e Acli tra le tante associazioni protagoniste Iniziato l’anno come capitale italiana del volontariato. La Marcia per la Pace ha inaugurato ufficialmente Modena come Capitale italiana del Volontariato 2026. La partecipazione è stata ampia e trasversale, con associazioni, cittadini e volontari. Modena si conferma così protagonista nel valorizzare il ruolo del volontariato a livello nazionale, con la cittadinanza riunita da un obiettivo comune: un 2026 all’insegna della pace e della solidarietà. “Apriamo Modena Capitale del Volontariato con la Marcia per la Pace perché la pace significa giustizia sociale: pari dignità e pari opportunità per tutte e tutti, come afferma la Costituzione - spiega Gerardo Bisaccia, vicepresidente di Arci Modena - il nostro motto è ‘Fuori la guerra dalla storia’: crediamo che il volontariato, soprattutto quello giovanile, sia uno strumento fondamentale per costruire una società più giusta”. Modena si prepara così a vivere un 2026 all’insegna della partecipazione, dell’inclusione e della cittadinanza attiva, con l’auspicio di avvicinare ancora di più i giovani al mondo del volontariato.
“I giovani oggi vivono una forte precarietà, dal lavoro allo studio, e coinvolgerli nel volontariato significa restituire dignità, partecipazione e futuro - prosegue Bisaccia - dopo il Covid c’è stata una flessione, ma anche in quel periodo il volontariato non si è mai fermato, continuando ad aiutare le persone più fragili”. Un momento importante per ribadire l’impegno della città verso la pace e la solidarietà. “Il volontariato è essenziale per la tenuta sociale: significa riconoscere la dignità delle persone, ma anche, a livello personale, riconoscere l’importanza del proprio ruolo all’interno della società - le parole di Silviana Siggillino, presidente di Acli Modena - oggi è necessario riportare attenzione agli ultimi e a chi è in difficoltà”.
Non solo una risposta ai bisogni sociali, ma anche un elemento fondamentale di coesione della comunità, capace di rafforzare il senso di appartenenza, promuovere relazioni solidali e trasmettere valori condivisi, in particolare alle nuove generazioni, chiamate a raccoglierne l’eredità e ad affrontare con responsabilità le sfide del presente. “Il cambio generazionale è assolutamente necessario - afferma la presidente Acli - i giovani portano idee nuove e sensibilità diverse. Il volontariato fatto dai giovani ha un approccio differente, nei tempi e nell’impegno, rispetto al passato. Inoltre, credo che l’esperienza del volontariato sia essenziale per un giovane: fa crescere davvero”.











