di Valentina Reggiani
Il Resto del Carlino, 6 settembre 2026
Fabio Romagnoli venne trovato privo di vita accanto a un fornellino a gas. Per la procura fu decesso accidentale. La famiglia: “No, fu un suicidio evitabile”. A marzo dello scorso anno il giudice, accogliendo la richiesta di opposizione all’archiviazione del caso, avanzata dai legali della famiglia aveva disposto nuove indagini per far luce sulla morte di Fabio Romagnoli, trovato cadavere a 40 anni - il 20 febbraio 2023 - nella sua cella del carcere Sant’Anna. Ora, per la seconda volta, la procura di Modena ha chiesto l’archiviazione del caso ma la famiglia dell’uomo - assistita dagli avvocati Luca Sebastiani e Stefania Pettinacci - si è nuovamente opposta alla chiusura del caso e il prossimo 30 settembre è prevista l’udienza dinanzi al Gip Scarpa.
Il detenuto fu trovato accasciato a terra, con accanto un fornellino a gas, dal compagno di cella e da un agente della Penitenziaria. Secondo la Procura morì per cause accidentali, mentre per la famiglia Romagnoli si suicidò in carcere e non fu fatto nulla per prevenire la tragedia, nonostante i pregressi tentativi del 40enne di togliersi la vita. Una drammatica ‘piaga’, quella dei suicidi in carcere su cui più volte anche a Modena - visti i numeri allarmanti - ha dibattuto la politica ma, soprattutto, la camera penale e gli stessi familiari delle vittime.
A marzo dello scorso anno dunque il giudice aveva disposto nuovi accertamenti per valutare se vi fossero responsabilità relativamente alla dotazione del fornellino nei confronti di un detenuto comunque a rischio suicidio, avendo già tentato l’estremo gesto in passato ma, secondo la pm Graziano, non sono ravvisabili responsabilità. Romagnoli era un soggetto fragile che, stando a quanto riferito da lui stesso ai suoi familiari nelle ultime settimane di vita, si trovava in grave sofferenza psichica.
Ora, appunto, si attende l’udienza nel corso della quale il giudice sarà chiamato a decidere sull’archiviazione o meno del caso. Intanto sale l’allarme nei penitenziari modenesi e, in particolare, all’interno della casa lavoro di Castelfranco Emilia per continue e gravi aggressioni ai danni degli agenti penitenziari. Infatti il sindacato Sappe denuncia l’ennesimo episodio di violenza a Castelfranco, dove un detenuto sottoposto a custodia attenuata ha aggredito tre ispettori, causando loro traumi contusivi che hanno richiesto le cure mediche ospedaliere.









