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modenatoday.it, 23 giugno 2026

La Camera Penale di Modena alza di nuovo la voce dopo il decesso del 30enne al Sant’Anna, chiedendo più personale e supporto psicologico per fermare la strage. La tragedia che si è consumata la mattina del 19 giugno all’interno della casa circondariale di Modena, costata la vita a un detenuto marocchino 30enne, ha sollevato la dura e immediata reazione della Camera Penale Carl’Alberto Perroux. Di fronte a una notizia ormai tristemente nota alla comunità, i legali modenesi hanno diffuso una nota intitolata “La tragedia continua”, in cui esprimono tutto il loro sgomento. “È successo ancora”, denunciano i penalisti, sottolineando la drammaticità di una spirale che sembra non avere fine. Il direttivo ribadisce infatti che “ancora una volta (l’ennesima), la nostra Associazione interviene su un evento tragico verificatosi all’interno delle mura della casa circondariale della nostra città, a distanza di soltanto poco più di un mese dal suicidio che è stato registrato nel medesimo contesto penitenziario il 12 maggio”.

Mentre gli accertamenti per chiarire l’esatta dinamica dei fatti proseguono il loro corso, gli avvocati mettono in luce i contorni di un’emergenza strutturale. Dall’inizio del 2025 si contano infatti oltre 100 decessi in Italia, e oltre dieci vittime registrate nel solo istituto modenese. Per l’Osservatorio Carcere ed Informazione Giudiziaria “non può tacersi che trattasi di un episodio che si accumula ad un numero di decessi intramurari, la cui quantità ha raggiunto una soglia inaccettabile, se si considera la portata sempre più estesa di tale fenomeno che (da ormai troppo tempo) si sta abbattendo cruentemente sul nostro paese”.

Davanti a questi numeri impietosi, l’associazione forense chiede di passare rapidamente all’azione, rimarcando la “necessità impellente di avviare percorsi assistenziali e di supporto che siano in grado di fornire l’apporto terapeutico ed il sostegno pedagogico occorrenti a chi risulta ristretto, anche mediante rinforzi di professionalità umane in grado di scongiurare il protrarsi di fatti nefasti dello stesso tipo di quelli accaduti presso la casa circondariale di Modena”.

Il faro resta puntato sulle cause del recente decesso, in attesa di confermare l’ipotesi di un nuovo suicidio, ma la categoria è pronta a mobilitarsi. Il comunicato si chiude infatti con un preciso impegno per il futuro, annunciando che la Camera Penale di Modena “si riserva sin da ora di valutare (di concerto con tutti gli attori istituzionali del caso), se e quali iniziative assumere a livello locale, nell’ottica di supportare azioni che agevolino l’adozione di politiche legislative che assicurino l’effettività del principio rieducativo della pena e la salvaguardia della vita delle persone detenute ed internate”.