di Eugenio Tangerini
Il Resto del Carlino, 6 maggio 2025
Il tema di giornata è la futura Cittadella della giustizia. Ma si finisce, inevitabilmente, per parlare anche dello scottante tema carceri. Il procuratore Luca Masini, sollecitato a fine evento dai giornalisti riguardo alle indagini sulla rivolta di alcuni anni fa a Sant’Anna, non si sottrae a una risposta sintetica: “Noi - dice - concluderemo tra poco tutto quello che dobbiamo concludere”. Molto più ampio, e con un profilo generale, il discorso del ministro Carlo Nordio. “Le carceri - osserva - sono un problema quotidiano, una delle nostre priorità che si riassume in una parola soltanto: spazi”. Quanto ai fondi, “c’è un commissario straordinario che ha poteri piuttosto estesi, con il compito di reperire risorse per ampliare le strutture”. I nuovi spazi potrebbero essere destinati al lavoro e allo sport, “elementi fondamentali per allentare la tensione”.
Ma non è facile trovarli. Per questo il ministero sta pensando ad edifici compatibili, come le vecchie caserme dismesse. L’Italia, prosegue Nordio, non è la California o l’Arizona, “dove puoi costruire 500 moduli in un mese, piazzandoli nel deserto. Qui per rimuovere una porta all’interno del carcere di Regina Coeli abbiamo avuto un veto da parte delle Belle Arti: sono elementi vincolati”. Questo per capire “quanto sia difficile erigere o anche modificare strutture da destinare a carceri, però ce la stiamo mettendo tutta”. Il ministro, inoltre, annuncia in dirittura di arrivo “importanti provvedimenti che riguardano la possibilità di trasferire i detenuti tossicodipendenti in comunità terapeutiche per la detenzione differenziata. Più che delinquenti da punire - spiega - sono malati da curare”.
Detto questo, il discorso torna al progetto di trasferimento di tutti gli uffici giudiziari modenesi nel complesso dell’ex Manifattura Tabacchi. “Un bell’evento per Modena”, dice Nordio ribadendo quanto in Italia “i vincoli idrogeologici, culturali e paesaggistici rendano sempre complesso posare o rimuovere un mattone”. Qui, invece, i tempi per avere la nuova Cittadella della giustizia dovrebbero essere ravvicinati proprio perché “ci sono tutti i presupposti logistici e organizzativi, ancora più importanti di quelli finanziari”. E ciò accade “grazie all’abilità, da parte dei protagonisti, nell’avere concordemente individuato un’area in cui non ci sono le problematiche cui ho accennato”.
“La presentazione dell’iter per la nuova cittadella della giustizia di Modena è una notizia che attendevamo da tempo e che ora, grazie all’impegno del ministro Carlo Nordio e del presidente del Tribunale Alberto Rizzo prende finalmente forma. Si tratta di un progetto strategico che finalmente dà risposte concrete a un territorio in cui le gravi carenze strutturali del tribunale e della procura erano note da tempo”. Così Michele Barcaiuolo, senatore e coordinatore regionale Fdi, dopo la tappa modenese del ministro questa mattina.
“Un plauso va al ministro Nordio - continua Barcaiuolo in una nota- che ha mantenuto alta l’attenzione su Modena e ha ribadito con chiarezza la volontà politica di accelerare i tempi e restituire alla città una sede giudiziaria moderna, funzionale, all’altezza delle necessità di chi lavora ogni giorno al servizio della giustizia. Il recupero dell’ex Manifattura Tabacchi rappresenta una scelta intelligente anche dal punto di vista urbano: un investimento sulla legalità e sulla riqualificazione di un’area storicamente difficile. Fratelli d’Italia- conclude il parlamentare- sostiene con convinzione questo percorso, che rappresenta un investimento concreto nella giustizia e nella presenza istituzionale sul territorio”.











