sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

tvqui.it, 23 agosto 2026

È entrato in vigore lo “svuota-carceri”, il provvedimento che dovrebbe alleggerire la pressione sugli istituti penitenziari italiani, consentendo ai detenuti tossicodipendenti e alcoldipendenti condannati a pene fino a otto anni di chiedere di scontare la pena in strutture specializzate. Ma i numeri raccontano quanto il problema sia ancora lontano dall’essere risolto. A Modena, nel carcere Sant’Anna, la capienza regolamentare è di 371 posti. E secondo i dati del Ministero della Giustizia, aggiornati proprio alla giornata di ieri, i detenuti presenti sono 604: più di 230 persone oltre la capienza prevista.

Un dato che fotografa una situazione di forte sovraffollamento, con conseguenze sulle condizioni di detenzione, sulla possibilità di garantire percorsi adeguati di recupero e reinserimento e, naturalmente, anche sul lavoro della Polizia Penitenziaria. Lo scorso giugno la UIL FP aveva evidenziato nel penitenziario modenese una grave carenza di organico degli agenti: un singolo poliziotto penitenziario poteva arrivare a vigilare su circa 50 detenuti e, in alcuni turni, il rapporto diventava addirittura di uno a cento, senza considerare le assenze per malattia.

Oggi, con 604 detenuti a fronte di 371 posti, il dato è ancora più evidente: il problema delle carceri non è soltanto quello di gestire chi deve scontare una pena, ma di farlo garantendo condizioni dignitose, sicurezza e possibilità concrete di recupero. Con oltre 230 detenuti in più rispetto ai posti disponibili, il sovraffollamento resta una vera emergenza.