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modenatoday.it, 13 luglio 2026

L’iniziativa di MondoDonna porterà sportelli antiviolenza, percorsi laboratoriali e opportunità di tirocinio all’interno di quattro istituti penitenziari della regione. MondoDonna si è aggiudicata la vittoria del bando per l’innovazione sociale Act (Aspirare, Coinvolgere, Trasformare) promosso da Fondazione Unipolis. L’associazione ha ottenuto un contributo di oltre 149.000 euro per sostenere il Progetto Albe, un’iniziativa che prevede la presa in carico e il supporto di donne con vissuti di violenza attualmente in stato di detenzione all’interno delle Case Circondariali femminili. Il progetto sarà realizzato in stretta collaborazione con il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria dell’Emilia-Romagna, coinvolgendo attivamente quattro strutture sul territorio.

Sull’importanza di questa vittoria si è espressa Loretta Michelini, presidente di MondoDonna: “Il finanziamento di progetti che vanno nella direzione di sostenere il principio costituzionale della rieducazione della pena, vuole garantire il pieno diritto al reinserimento sociale delle donne detenute che, nel loro percorso di vita, oltre ai problemi di devianza per i quali stanno scontando la pena, hanno anche subito una violenza. Per questo l’impegno di Fondazione Unipolis è un segno di come si possa crescere assieme come società cambiando davvero relazioni, territori e comunità”.

L’acronimo ALBE sta per Autoconsapevolezza, Libertà, Benessere ed Empowerment. Il progetto va a incidere in modo diretto sulla correlazione tra la violenza subita e i fenomeni di devianza, puntando tutto sulla riacquisizione delle competenze personali e sulla cura di sé per trasformare lo stigma in una reale opportunità di ripartenza. Il cuore dell’iniziativa sarà la creazione di uno sportello antiviolenza, inteso come spazio di ascolto protetto per facilitare l’emersione del trauma e l’elaborazione del vissuto. Questo avverrà tramite percorsi espressivi e di benessere psico-fisico che andranno dalla mindfulness allo shiatsu, passando per la teatroterapia e l’arteterapia, senza dimenticare l’attivazione di percorsi di tirocinio pensati per costruire nuove progettualità di vita in vista del fine pena.

Il valore strategico della sinergia tra enti è stato sottolineato anche dal provveditore Silvio Di Gregorio: “Il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria Emilia-Romagna ha contribuito alla progettazione del Progetto ALBE, orientando l’intervento alla qualificazione del trattamento nelle sezioni femminili dell’intero distretto, verso un modello strutturato di presa in carico che integri autoconsapevolezza, responsabilizzazione e revisione critica delle scelte di vita, ricostruendo identità e capacità di rileggere la propria storia attraverso empowerment e cura di sé. Tale impianto richiede una collaborazione stabile con la comunità esterna, indispensabile per garantire continuità e reale reinserimento sociale oltre il fine pena”.

Giunto alla sua terza edizione, il Bando ACT si conferma un mezzo essenziale per dare forza a idee e pratiche capaci di trasformare territori e comunità combattendo le disuguaglianze e sviluppando welfare. Tra gli oltre 1.000 candidati in tutta Italia, sono stati selezionati soltanto cinque progetti, di cui due destinatari di questa specifica fascia di finanziamento. A chiudere il cerchio sono le parole di Marisa Parmigiani, consigliera delegata di Unipolis: “Siamo molto soddisfatti della ricchezza e della varietà dei progetti che abbiamo ricevuto, che ben rappresentano le difficoltà che la nostra società sta attraversando. Abbiamo privilegiato le iniziative di orientamento intersezionale, andando ad affrontare situazioni complesse con fragilità multiple”.