di Martina Ghedini
Il Resto del Carlino, 4 luglio 2026
Aperta in viale Buon Pastore, fa parte del laboratorio gastronomico del Sant’Anna. Zanoli (Eortè): “Tutti meritano un’altra possibilità”. Maletti: “Il carcere deve rieducare”. Tortellini, tortelloni e ravioli fatti a mano dai detenuti del carcere Sant’Anna. Apre in viale Buon Pastore 205 la nuova bottega del laboratorio gastronomico Sant’Anna, dove saranno venduti i prodotti realizzati all’interno della casa circondariale nell’ambito di un percorso di formazione e lavoro avviato due anni fa. Le seconde possibilità acquistano valore quando diventano occasioni concrete: “L’apertura della bottega - spiega Roberto Zanoli, presidente della cooperativa Eortè - rappresenta un passaggio importante, ma da oggi inizia la sfida più impegnativa: costruire la sostenibilità economica del progetto. Per riuscirci serviranno impegno e costanza da parte di tutti. Con questo progetto vogliamo dare una seconda possibilità, perché crediamo che tutti, nella vita, meritino una seconda possibilità”.
Un’occasione per offrire ai detenuti una concreta formazione professionale: “Nel laboratorio imparano un mestiere che potranno spendere anche una volta terminata la pena - sottolinea Ilaria Facchini, coordinatrice del laboratorio - i detenuti hanno accolto molto positivamente questa opportunità. Il laboratorio permette loro di impiegare il tempo in modo costruttivo, acquisire competenze e vivere un’esperienza lavorativa”. Oltre alla pasta fresca realizzata all’interno della casa circondariale, la bottega ospiterà anche prodotti di altre cooperative italiane impegnate in percorsi di inclusione lavorativa. Avviato nel maggio 2024, il progetto è organizzato come una vera attività produttiva. “Tutti i detenuti seguono inizialmente un percorso di formazione, per poi entrare nella produzione quotidiana della pasta fresca - spiega Nicola Bertoncelli, cuoco responsabile della produzione -. Lavorano sette ore al giorno, dal lunedì al venerdì, come in una normale realtà lavorativa”. Dall’avvio dell’iniziativa sono stati coinvolti una quindicina di detenuti. Il percorso inizia con un tirocinio formativo retribuito e, al termine, può trasformarsi in un’assunzione da parte della cooperativa.
Sul valore rieducativo del progetto si è soffermata anche la vicesindaca Francesca Maletti: “Il compito del carcere è rieducare - sottolinea - permettendo alle persone di tornare a vivere una vita fatta di affetti, lavoro e contributo alla società. Ma questo è un impegno che riguarda tutti: chi sostiene questi progetti partecipa a questo percorso”. L’apertura della bottega è stata possibile anche grazie al contributo della Fondazione di Modena e di Unicredit, nell’ambito del progetto ‘Make Your Impact’. “Con queste attività - commenta Silvia Menabue, della Fondazione di Modena - vogliamo favorire il recupero della dignità e la crescita personale; tale progetto può rappresentare un ponte verso il loro reinserimento nella società”. Il negozio, nel periodo estivo, sarà accessibile al pubblico dal martedì al sabato dalle ore 8.30 alle 13.30.










