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di Serena Arbizzi

Gazzetta di Modena, 23 marzo 2022

L’idea di nuovo sul tavolo. La Lega dice no e interroga sindaco e giunta. Il Sappe: “Servono garanzie per i poliziotti”. Nel carcere di Modena potrebbe nascere presto una sezione per ospitare detenuti in regime di 41 bis, il cosiddetto carcere duro. Il gruppo Lega Modena presenterà un’interrogazione urgente per chiedere al sindaco e alla giunta se è vera l’esistenza di un progetto in stadio avanzato che vedrebbe l’apertura di una nuova sezione detentiva presso il carcere di Sant’Anna per ospitare proprio soggetti detenuti in regime di 41 bis.

“Tale notizia, se confermata, vedrebbe la ferma opposizione della Lega Modena”. È la presa di posizione di Alberto Bosi, capogruppo in Consiglio, di Valentina Mazzacurati, responsabile giustizia, Barbara Moretti, consigliera e Mario Mirabelli, responsabile sicurezza.

Ci sono più punti toccati nell’analisi delle possibili conseguenze dell’arrivo dei detenuti sottoposti al carcere duro a Modena. Prima, “riproporrebbe sul nostro territorio il rischio di insediamenti di famiglie con radici criminali - spiegano gli esponenti leghisti - Secondo, il carcere di Modena per potere ospitare in sicurezza tali detenuti dovrebbe fare delle importanti ristrutturazioni che al momento mancano. In passato c’era già stato un tentativo di formare una sezione detentiva dedicata al carcere duro e allora, come speriamo anche oggi, le forze politiche di diversi orientamenti si opposero a tale ipotesi che avrebbe portato solamente disagi al nostro territorio”.

La Lega rivolge, dunque, un appello al sindaco e alla giunta: “Riferiscano in consiglio comunale su tale progetto”, con la richiesta di “opporsi fermamente a tale ipotesi che, se realizzata, peggiorerebbe la sicurezza a Modena. Ad oggi le strutture non possono ospitare detenuti a regime di sicurezza 41 bis, soprattutto dopo i fatti del 2020”.

Chiedono garanzie anche gli agenti del Sappe, il sindacato autonomo della polizia penitenziaria. “Il Sant’Anna è stato uno dei teatri in cui sono avvenute alcune delle rivolte più drammatiche - afferma Francesco Campobasso, segretario del Sappe - Ci sono stati morti, feriti e danni ingentissimi in seguito a quelle situazioni. Per destinare una sezione in grado di ospitare soggetti di tale regime non ci devono essere rischi. Se una nuova iniziativa viene attuata, vogliamo che i poliziotti siano messi in grado di poter svolgere bene il loro servizio”. Di introdurre una sezione per il 41 bis a Modena si parlò già nel 2017, quando venne effettuato un sopralluogo da parte del dipartimento di polizia penitenziaria. In particolare sarebbe stato il vecchio padiglione l’ala interessata ad eventuali approfondimenti. Ma poi, da quel momento, non se ne è più saputo nulla. Fino alle indiscrezioni di queste ore.