sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Carlo Gregori

Gazzetta di Modena, 7 luglio 2022

Ieri a Ganaceto dissepolto il 36enne, fu il primo decesso durante la rivolta. Va in Tunisia grazie agli attivisti. L’avvocato Sebastiani: “Giustizia per la famiglia”.

La presenza di una decina di persone ha ricordato come la solidarietà per i nove morti della rivolta al carcere di Sant’Anna avvenuta l’8 marzo 2020 può produrre fatti concreti. Davanti a loro al piccolo cimitero di Ganaceto è stato dissepolto il corpo di Hafedh Chouchane, 36 anni, prima delle nove vittime.

La salma, affidata alle onoranze San Cipriano di Milano, è già partita per la Tunisia e sarà sepolta tra due giorni. Sicuramente morto durante una overdose ma sulla cui assistenza medica sono rimasti forti dubbi tanto che l’avvocato di famiglia ha presentato ricorso alla Corte Europea per ottenere giustizia.

È uno dei tre corpi di detenuti islamici morti a Ganaceto: gli altri due sono Alì Baqili e Slim Agrebi. La riesumazione e la traslazione sono state possibili grazie alla raccolta di 5mila euro ad opera delle associazioni Comitato Verità e Giustizia per la Strage, Comitato verità e giustizia per le morti nelle carceri e “Bianca Guidetti Serra”. La cerimonia è stata ostacolata dalla decisione di chiudere il cimitero. Solo dopo accese proteste di alcuni attivisti e di giornalisti della Rai il Comune ha fatto aprire i cancelli.

Spiega Sara Manzoli dell’associazione modenese Comitato Verità e Giustizia per la strage del Sant’Anna e autrice del libro “Morti in una città silente”: “Oggi per noi è una giornata importate perché i tre detenuti seppelliti qui sono diventati per noi un pezzo di famiglia ed essere riusciti a raccogliere una simile cifra per un gesto concreto per noi è stato un obiettivo fondamentale. Ora si chiude questa storia e ne restano aperte tante altre. Continueremo a seguire anche le indagini sulla rivolta e quella sulle accuse di torture fatte dai detenuti”.

Alessandra dell’associazione bolognese Bianca Guidetti Serra: “Abbiamo partecipato alla raccolta fondi ed è stata una partecipazione ampia che ha coinvolto molte situazioni diverse a Bologna, a partire dall’ex Centrale. Abbiamo fatto concerti, tanti artisti hanno suonato per questa iniziativa, hanno partecipato poeti e intellettuali. È il risultato di un grande lavoro collettivo”.

L’avvocato Luca Sebastiani che segue il caso Couchane per conto dei familiari: “Oggi è un giorno bello di questa triste storia.

Era l’8 marzo 2021, ero venuto qua per la prima volta dopo aver scoperto che Hafedh era sepolto qui e quel giorno l’ho visto in una condizione che non dimenticherò per tutta la vita. Era in una tomba per terra rimediata con un po’ di terra sopra e una mezz’asta che teneva una targhetta con nome e cognome e basta. Feci due promesse a ad Hafedh La prima: la sua morte doveva avere la giustizia che meritava. La seconda: riportarlo a casa. Lo dovevo a lui e alla sua famiglia che non ha mai smesso di pregare per questo momento. Oggi quel giorno è arrivato. Dopo tante istanze, telefonate e documentazioni e l’aiuto di chi ha sostenuto questo evento tornando quanti soldi che la famiglia non aveva.

Visto che nessuno si è fatto carico di queste spese, senza le associazioni oggi non saremmo qui. Li ringrazio di cuore a nome mio e della famiglia che aspetterà dopodomani Hafedh in Tunisia dopo due anni e tre mesi. Queste associazioni hanno dato un tocco di umanità a una storia che non ne ha mai avuta”. E a proposito del ricorso alla Giustizia Europea per chiedere la revisione dell’archiviazione del caso, l’avvocato aggiunge: “È l’unica famiglia che ha avuto modo di difendersi nell’ordinamento italiano e di recarsi direttamente alla Corte Europea dei Diritti dell’uomo con il nostro ricorso che prima o poi darà un ricorso. Sulla rivolta e sulla strage al Sant’Anna restano domande e perplessità che noi abbiamo espresso nell’opposizione alla richiesta di archiviazione e alle quali non ci è stata data risposta. Ci sono lacune importanti che non dovevano esserci e sulle quali crediamo la Cedu darà un giudizio negativo”.