di Beppe Manni
Gazzetta di Modena, 30 dicembre 2020
Il carcere modenese di Sant'Anna è in grande sofferenza. Il grave episodio della rivolta dell'8 marzo con nove morti ha lasciato uno strascico di malessere, diffidenze e interrogativi non ancora risolti. La struttura che accoglieva 550 ospiti (la capienza sarebbe stata di 346), oggi ne ha poco più di 200 tra uomini e donne. Ciò dipende sia dai lavori di ristrutturazione che dal Coronavirus che colpisce anche in questo caso maggiormente le fasce più deboli dei cittadini. Gli internati sono doppiamente reclusi per evitare contagi e anche per le misure di sicurezza. I colloqui con i familiari sono stati ridotti, recuperati solo parzialmente da una maggiore possibilità per gli ospiti di fare telefonate.
Il Gruppo Carcere e Città, un'associazione di volontari modenesi, anche quest'anno per Natale ha invitato i cittadini a fare un regalo agli ospiti della struttura di Sant'Anna: un panettone, oltre alle mascherine, che in carcere i detenuti fanno fatica a reperire. Sono stati raccolti, nella sede di via Curie 21, cento panettoni e più di mille mascherine. I volontari non hanno purtroppo potuto consegnare personalmente i doni alle persone detenute.
Ai cittadini che hanno fatto il dono è stato consegnato un biglietto in ricordo e in ringraziamento. Don Erio Castellucci, vescovo di Modena, ha celebrato la messa natalizia in carcere nella sezione femminile. Su Rai tre la scorsa settimana in "Tutta la città ne parla" si è parlato dei fatti di Modena. La città e la società civile se informata è presente e fa sentire la sua vicinanza ai reclusi che fanno parte, anche se in un modo diverso, della nostra piccola collettività urbana.











