di Andreina Baccaro
Corriere di Bologna, 12 gennaio 2025
A seguito delle morti registrate “nel breve volgere di appena otto giorni” di tre detenuti nel carcere Sant’Anna di Modena, due delle quali causate da inalazione di gas, il consiglio direttivo della Camera penale di Modena “Carl’Alberto Perroux” ha deciso di proclamare “l’astensione collettiva dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale degli avvocati impegnati innanzi al tribunale di Modena, agli uffici giudiziari circondariali di Modena e l’ufficio del Giudice di Pace, e la programmazione di manifestazioni e iniziative politiche nella giornata del 24 gennaio” si legge in una nota dei penalisti modenesi.
A giudizio della Camera penale emiliana, “pare evidente una stretta relazione tra i tre recenti episodi, che devono essere necessariamente letti anche alla luce del più ampio quadro di disagio nel quale versa la casa circondariale modenese, nella quale s’erano registrati ben 40 casi di tentato suicidio nel periodo 24 luglio 2023 - 4 luglio 2024, come riportato nella relazione annuale del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Modena”.
Inoltre, “non può non evidenziarsi come questi ultimi decessi seguano di pochi anni ai drammatici eventi del marzo 2020, quando in conseguenza dei fatti avvenuti presso il carcere di Sant’Anna avevano perso la vita nove detenuti”. I fatti accaduti nei giorni scorsi, puntualizzano i penalisti, “rappresentano solamente il picco delle condizioni inumane e degradanti in cui versano gli istituti di pena italiani ed il frutto di politiche carcerocentriche che paiono purtroppo insuperabili nell’attuale assetto parlamentare”.
E domani mattina i parlamentari modenesi del Pd Stefano Vaccari, Maria Cecilia Guerra ed Enza Rando, insieme alla vicesindaca Francesca Maletti, faranno una visita alla casa circondariale Sant’Anna. “Una situazione grave e intollerabile, sia nel caso di tentativi riusciti di suicidio che di tragiche fatalità” scrivono. “Le condizioni di vita delle persone detenute devono corrispondere ai criteri di dignità della persona, nell’ottica sia del rispetto dei diritti umani, che della funzione rieducativa della pena. Le notizie che arrivano dal carcere di Modena fanno pensare a una situazione fuori controllo”.










