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di Michele Fuoco


Gazzetta di Modena, 25 gennaio 2020

 

Oggi, nel carcere di S. Anna, sarà ospite la scrittrice Viola Ardone per parlare con i detenuti del suo nuovo libro "Il treno dei bambini", pubblicato da Einaudi. Un incontro che si svolge nell'ambito del premio letterario "Sognalib(e)ro" che intende promuovere, come strumento di riabilitazione, lettura e scrittura nelle carceri, tra cui la Casa Circondariale modenese.

La Ardone presenterà il suo libro anche oggi, alle 18, alla Biblioteca Delfini. La sua presenza è particolarmente significativa, domani, nella casa di via S. Anna che è tra 15 istituti scelti dal Ministero della Giustizia, dove sono attivi laboratori creativi: la Casa Circondariale di Torino Lorusso e Cotugno, la Casa di reclusione di Milano Opera, quelle di Pisa, Brindisi, Verona, Saluzzo, Pescara,, Firenze Sollicciano, Napoli, Poggioreale, Sassari, Paola, Ravenna, e quelle femminili di Roma Rebibbia e Pozzuoli, i cui detenuti partecipano al concorso sotto la veste di giurati e di scrittori. La cerimonia di premiazione si svolgerà, il 20 febbraio al Teatro dei Segni, in via S. Giovanni Bosco 150.

È un concorso con due sezioni. Per la Sezione Narrativa italiana, che comprende anche il premio speciale Bper Banca, i detenuti di ogni carcere, aderenti ai gruppi di lettura, costituiscono la giuria popolare per decretare il vincitore tra i tre romanzi: "La straniera" di Claudia Durastanti (Casa di Teseo), "Fedeltà" di Marco Missiroli (Einaudi) e "Le assaggiatrici" di Rossella Postorino (Feltrinelli).

Il vincitore indicherà alcuni libri, fondamentali per la sua vita, che saranno donati alle biblioteche delle carceri partecipanti. Per la seconda sezione, quella dell'"inedito", i detenuti diventano scrittori e a giudicarli sarà una giuria di esperti, presieduta da Bruno Ventavoli, giornalista responsabile dell'inserto Tuttolibri del quotidiano La Stampa, e composta dal disegnatore satirico Makkox, dagli scrittori Barbara Baraldi e Paolo di Paolo, affiancati da Antonio Franchini, editor Giunti.

"Lo spirito è sempre quello dello scorso anno: far leggere e scrivere che è un potentissimo strumento di riflessione e di redenzione. Ma è' cambiato qualcosa per la scrittura. Lo scorso anno - dice Ventavoli - il tema era di assoluta libertà: ognuno poteva scrivere quello che voleva (romanzo, racconto, poesia). Mi sono reso conto della difficoltà della scrittura perché c'è gente che ha la terza elementare, altri sono extracomunitari e non posseggono la nostra lingua.

Allora occorreva un binario su cui incamminarsi. Ed ecco il titolo su cui sono stati indirizzati: "Ho fatto un sogno". Inteso come sogno durante la notte, o il sogno di una nuova vita, di libertà. Sono arrivati 62 testi. E non sono pochi. Non li ho letti tutti. Ma molti sono belli e potenti, sinceri. C'è dentro la vita vera, la sofferenza, la fatica di stare in carcere. Sono tanti.

C'è una giuria e il premio che daremo è simbolico. I testi vengono raccolti in un'antologia della Casa editrice digitale "Il Dondolo" del Comune di Modena. Il primo premio è un riconoscimento. Nel 2019 l'editore Giunti ha fatto un e-book del romanzo che ha vinto il concorso. Adesso non si sa ancora. Potrebbe venir fuori anche un libro cartaceo".

A cura di Ventavoli e del Teatro dei Venti è la serata finale di premiazione a Modena, con la lettura pubblica delle riflessioni e dei commenti dei detenuti che hanno votato i tre libri in concorso, la cerimonia di premiazione dei partecipanti alle due sezioni, la presentazione dello studio scenico sull'Odissea, realizzato dal Teatro dei Venti, con alcuni degli attori detenuti della Casa Circondariale di Modena e della Casa di Reclusione di Castelfraco Emilia. Il premio è promosso dal Comune di Modena con la direzione generale del Ministero della Giustizia- Dipartimento amministrazione penitenziaria, Giunti Editore, e con il sostegno di Bper Banca anche per questa edizione.