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di Valentina Reggiani

Il Resto del Carlino, 14 maggio 2026

Parlamentari, maggioranza di centrosinistra e Pd deprecano l’ennesimo tragico episodio dietro le sbarre “Il governo invece di introdurre nuovi reati affronti seriamente il degrado in cui versano le strutture”. “Un sistema al collasso, il Governo prenda provvedimenti”. Dopo l’ennesimo suicidio all’interno del carcere Sant’Anna esplode la polemica politica. È di martedì la notizia di un detenuto di 44 anni, originario di Pavullo e in attesa del processo d’appello che ha messo in atto il gesto estremo utilizzando il fornellino a gas. Ora sono in corso indagini per far luce sul dramma; contestualmente i parlamentari modenesi dem Stefano Vaccari, Enza Rando e Maria Cecilia Guerra fanno presente come il Sant’Anna detenga il drammatico primato del più alto tasso di suicidi degli ultimi tre anni”.

“Una situazione grave e ormai insostenibile, che meriterebbe un’attenzione istituzionale costante e concreta, ma che continua invece a essere colpevolmente trascurata”, denunciano. Anziché continuare a introdurre nuove fattispecie di reato per inseguire una propaganda securitaria di corto respiro, il ministro Nordio - incalzano i parlamentari Pd - avrebbe dovuto impegnarsi seriamente per affrontare il degrado in cui versano le carceri italiane. Strutture fatiscenti, sovraffollamento cronico, condizioni di vita indegne e carenza di personale tecnico e qualificato sono le criticità più evidenti, che ricadono pesantemente non solo sulle persone detenute, ma anche sugli agenti di polizia penitenziaria”.

Anche i capigruppo di maggioranza del consiglio comunale prendono posizione: “Nessuno, noi per primi, può restare indifferente e in silenzio - spiegano Diego Lenzini (Pd), Martino Abrate (Avs), Giovanni Silingardi (M5s), Paolo Ballestrazzi (Pri Azione Socialisti Liberali) e Grazia Baracchi (Spazio democratico) - l’ultima tragica scomparsa consumatasi all’interno dell’istituto modenese è la dolorosa conferma di un sistema penitenziario ormai al collasso, abbandonato dalle istituzioni centrali. Da anni denunciamo come Modena sia tra le realtà nelle peggiori condizioni in termini di sovraffollamento”.

La maggioranza politica modenese torna dunque a chiedere di entrare all’interno della struttura: “Denunciamo ancora il recente diniego del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) e del ministero della Giustizia - ricordano - che hanno bollato come ‘vaga’ e respinto la richiesta formale di tenere una seduta straordinaria del consiglio comunale proprio al Sant’Anna”. Interviene sul tragico episodio anche Rossella Caci, responsabile Giustizia della Federazione provinciale del Pd di Modena. “Chiediamo un piano immediato per ridurre il sovraffollamento, l’applicazione concreta del protocollo anti-suicidi con Azienda USL e un supporto psicologico strutturato per i detenuti a rischio”.