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rainews.it, 3 maggio 2024

L’udienza preliminare sulle accuse di tortura che 11 detenuti denunciano di aver subito durante la sommossa in carcere nel marzo 2020. I difensori degli agenti: “Giusto archiviare”. Arriverà probabilmente in estate la decisione del tribunale di Modena sulle torture denunciate da 11 detenuti nel corso della rivolta carceraria del marzo 2020. Dopo due udienze con le parti, ora sarà la Giudice per le indagini preliminari Carolina Clò a stabilire se archiviare il fascicolo, come chiesto dalla procura, che non ha ritenuto attendibili i racconti dei detenuti. Oppure invece disporre un supplemento di indagini, come vorrebbero avvocati di chi che ha denunciato le percosse, in alcuni casi documentandole con referti medici. Su una vicenda di questa gravità - spiegano - è indispensabile arrivare a un processo.

Di avviso opposto i difensori dei 120 Agenti indagati: si operi correttamente - dicono - giusto archiviare. Molti dei denuncianti - aggiungono - sono indagati come attivi partecipanti alla rivolta (fascicolo quest’ultimo ancora aperto dopo 4 anni). Nella sommossa - la più violenta tra quelle scoppiate in quei giorni in Italia - morirono 9 detenuti. Per la giustizia italiana a ucciderli fu -da sola - l’overdose di metadone che rubarono all’infermeria: tutti i fascicoli sulle vittime sono stati infatti archiviati senza arrivare a processo. Fuori dal tribunale un piccolo presidio di attivisti a chiedere verità e giustizia.