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modenatoday.it, 6 dicembre 2025

Dal 9 al 13 dicembre “Voci assurde, corpi crudeli” un ciclo di tre reading a cura del Teatro dei Venti nelle Carceri di Modena e Castelfranco Emilia (solo per pubblico già autorizzato), il 17 dicembre “Dei delitti, delle scene”, giornata di studi con apertura internazionale al Teatro Storchi. Nell’ambito del Festival Trasparenze di Teatro Carcere, il Teatro dei Venti presenta dal 9 al 13 dicembre i primi esiti del nuovo progetto triennale “Voci assurde, corpi crudeli”, dedicato ad Antonin Artaud attraverso Samuel Beckett, un percorso nato dal lavoro dei laboratori teatrali all’interno delle Carceri di Modena e Castelfranco Emilia.

Nel Carcere di Modena saranno presentati i reading “Come è”, con gli attori delle sezioni maschili, e “Non io”, con le attrici della sezione femminile, mentre nel Carcere di Castelfranco Emilia, sarà presentato il reading “Peggio tutta”. Tre reading introdotti da un dialogo-intervista dal titolo “Credere nell’assurdo: legami fra Artaud e Beckett a partire dai Cahiers di Artaud e da tre pezzi brevi di Beckett” a cura di Renzo Francabandera e Lucia Amara. Gli appuntamenti sono riservati alle persone detenute, al personale penitenziario, ai volontari e a un pubblico esterno già autorizzato. Le prenotazioni sono chiuse.

I lavori sono prodotti dal Teatro dei Venti, in coproduzione con il Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna, all’interno del progetto Stanze di Teatro Carcere, sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna (L.R. 13/99), con il sostegno di Ministero della Cultura, con il contributo di Fondazione di Modena nell’ambito del progetto Abitare Utopie, e con il contributo di BPER Banca. Progetto realizzato anche con il contributo dell’Otto per Mille della Chiesa Luterana

Il rapporto tra scena e istituzione totale, le prospettive regionali e le migliori esperienze europee. Sono questi i temi al centro della terza edizione della Giornata di studi “Dei Delitti e delle Scene”, che si terrà mercoledì 17 dicembre presso il Ridotto del Teatro Storchi.

L’evento, a cura del Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna, trasformerà Modena per un giorno nell’osservatorio privilegiato sulle pratiche teatrali negli istituti di pena, mettendo a confronto i protagonisti del sistema penitenziario, le istituzioni culturali e le più importanti realtà artistiche italiane ed estere.

I lavori si apriranno alle ore 9.30 con un parterre istituzionale di alto profilo, a testimonianza della rilevanza sociale e giuridica del progetto. Interverranno Silvio Di Gregorio (Provveditore Prap Emilia Romagna e Marche), Maria Letizia Venturini (Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Bologna) e Gianni Cottafavi (Responsabile del Settore Attività Culturali della Regione Emilia Romagna), insieme a Giuseppe Amara dell’Associazione Nazionale Magistrati. Il cuore della mattinata, a partire dalle ore 11.00, sarà dedicato al tema “Il Teatro Carcere fuori dal Carcere, oltre il Teatro Carcere”. Il dibattito si articolerà in due sessioni.

Un Focus Regionale, coordinato da Paolo Billi, regista del Teatro del Pratello, vedrà il dialogo tra Francesca Romana Valenzi (Direttore Uff. III Prap), Maria Martone (Direttrice della Casa Circondariale di Ferrara), Elena Di Gioia (Direttrice Artistica ERT Fondazione) e la testimonianza diretta di un’attrice della Compagnia delle Sibilline/Casa Circondariale di Bologna.

E un Focus Internazionale, coordinato da Stefano Tè, regista del Teatro dei Venti, la seconda parte allargherà lo sguardo all’Europa con gli interventi di Holger Syrbe (aufBruch, Berlino), Stathis Grapsas (Common Starting Point, Atene) e Anna Herrmann (Clean Break, Londra), in dialogo con i registi del Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna.

A chiudere la giornata non saranno solo le parole, ma l’azione scenica. Alle ore 16.00, l’attenzione si sposterà al Teatro dei Segni (via San Giovanni Bosco 150) per la Prova Aperta del “Macbeth” del Teatro dei Venti, solo su invito. In scena saranno presenti attori e attrici della Casa Circondariale di Modena e della Casa di Reclusione di Castelfranco Emilia, in un progetto che unisce due realtà detentive attraverso il linguaggio shakespeariano.