di Giulia Parmiggiani Tagliati
modenatoday.it, 6 dicembre 2022
Venerdì ha debuttato presso la Casa Circondariale Sant’Anna “Giulio Cesare - primo studio”, frutto del lavoro del Teatro dei Venti e degli attori del carcere modenese.
“Le pene devono tendere alla rieducazione del condannato”, così recita l’articolo 27 della Costituzione. Una rieducazione che nel nostro ordinamento è intesa come “risocializzazione”, per il raggiungimento della quale l’imprescindibile elemento sanzionatorio che caratterizza la pena detentiva deve essere accostato a discipline extra-giuridiche. Una di queste è il teatro, presente nell’ambiente carcerario dal 1957.
In Italia è arrivato qualche decennio dopo, grazie anche all’entrata in vigore della Legge Gozzini, e a Modena è presente dal 2014. I laboratori teatrali della Casa Circondariale Sant’Anna sono affidati al Teatro dei Venti, che ha all’attivo percorsi creativi permanenti nelle sezioni maschili e in quella femminile.
“L’approccio è improntato alla creazione artistica, che porta alla realizzazione di vere e proprie produzioni teatrali e di un presidio culturale all’interno dell’Istituto” dichiara la compagnia teatrale “Un presidio reso possibile grazie all’operato delle Direzioni che si sono avvicendate, del personale dell’Area Trattamentale e di Polizia Penitenziaria”. Dopo la messinscena di 6 spettacoli, dei quali nel corso degli anni sono state fatte 40 repliche anche fuori regione, venerdì ha debuttato “Giulio Cesare - primo studio”.
Si tratta di uno spettacolo liberamente tratto dal “Giulio Cesare” di William Shakespeare con regia di Stefano Tè, prodotto dal Teatro dei Venti in collaborazione con Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Emilia-Romagna, e con il contributo della Fondazione di Modena all’interno del progetto “Abitare Utopie”.
In scena sono andati gli attori del Carcere di Modena, oltre all’attore professionista Dario Garofalo e alla musicista Irida Gjergji. Dieci detenuti, di età e nazionalità diversa, si sono messi in gioco portando sul palco uno spettacolo che parla di tradimento, di potere, di vendetta. Lo hanno fatto con una professionalità sorprendente, immergendosi nei panni dei personaggi che hanno interpretato, emozionandosi e facendo emozionare.
Di questo spettacolo sarà ricordata l’austerità di Cesare, l’irruenza di Cassio, l’autorevolezza di Bruto, la potenza delle voci corali e la fermezza quelle singole: di questo spettacolo sarà ricordato ogni minimo particolare, anche il discorso della Direttrice Anna Albano che lo ha concluso.
Nel suo encomio conclusivo, la Dott.ssa Albano ha sottolineato con fierezza l’importanza che questo progetto riveste nella Casa Circondariale Sant’Anna. Ha spiegato inoltre come, dal prossimo anno, il teatro in carcere non sarà più soltanto un laboratorio, ma un vero e proprio percorso professionalizzante. Dal 2023 infatti, il Teatro dei Venti sarà capofila di AHOS - All Hands On Stage, un nuovo progetto co-finanziato dal bando Europa Creativa finalizzato alla professionalizzazione dei detenuti attraverso corsi per tecnici luci e audio, macchinisti, scenografi, attori, con tirocini e accompagnamento al lavoro nei Teatri del territorio regionale. Un’esperienza quindi ancora più completa, che permetterà ai detenuti che lo vorranno di continuare questo percorso - che, tra le altre cose, richiede una grande disciplina - anche all’esterno delle mura.










