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www.primonumero.it, 6 febbraio 2015

 

Regione Molise e Ministero della Giustizia hanno firmato un'intesa per le misure alternative alla detenzione in cella con azioni orientate al reinserimento delle persona nel tessuto socio-economico esterno all'istituto di pena.

Frattura: "Sono convinto che il carcere non rappresenti l'unica esperienza penale possibile". Al momento sono 14 i detenuti in regione che già scontano la loro pena in regime di affidamento: si tratta per lo più di uomini, italiani, nella fascia d'età 36-50, condannati prevalentemente per rapina, furto e spaccio. Il protocollo mira a prevenire anche il problema del sovraffollamento.

È "solo" un protocollo d'intesa quello firmato ieri al ministero della Giustizia dal presidente della Regione Molise per potenziare le misure alternative alla carcerazione. Ma è un passo importante per avviare anche qui da noi un percorso capace di tamponare il problema sovraffollamento e iniziare a discutere seriamente della condizione dei detenuti.

L'intesa, nata allo scopo di "attuare azioni urgenti a sostegno dei programmi di reinserimento di persone condannate alla reclusione", porta la firma del guardasigilli Andrea Orlando del governatore Frattura, oltre a quelle di Pompilio Sciulli (Anci Molise), del presidente del Tribunale di sorveglianza di Campobasso, Daniela Della Porta, del capo Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria Santi Consolo e del provveditore regionale reggente M.Claudia Di Paolo.

Diciamo subito che una delle ragioni che ha portato alla saturazione nelle carceri è la legge Fini-Giovanardi (dichiarata incostituzionale l'anno scorso dalla Consulta). Le persone con problemi di dipendenza dalle droghe leggere e pesanti formano la categoria dei reclusi più numerosa. In Molise i detenuti con problemi di tossicodipendenza (solitamente spacciano per procurarsi le sostanze e finiscono dietro le sbarre per questo) rappresentano addirittura il 30 per cento. Ecco perché pensare alle misure alternative, prima che anche in Molise il sovraffollamento diventi un'emergenza, significa essere previdenti.

"Questa firma - ha detto Frattura, nella ferma condivisione del principio secondo cui il carcere non rappresenta l'unica esperienza penale possibile, ma che è necessario e giusto provare a realizzare misure alternative alla detenzione per favorire processi di reinserimento nel quotidiano reale. È un segno di attenzione vera a una questione, il sovraffollamento delle carceri e non solo, che spesso ha i contorni della drammaticità sociale. Il coinvolgimento di Regione e Anci Molise, in una stretta e proficua collaborazione con il Ministero della giustizia e il Tribunale di sorveglianza di Campobasso, ci consentirà di realizzare quella rete di presenza, assistenza e solidarietà con la quale saremo in grado di assicurare una migliore qualità della vita nelle carceri attraverso la costruzione sul territori o di percorsi di reinserimento socio-economico e lavorativo, destinati in particolare ai soggetti detenuti più fragili".

Il protocollo d'intesa, il decimo firmato col governo Renzi, pone particolare attenzione "a quei soggetti che, a causa della loro condizione di tossicodipendenti, necessitano di speciali percorsi riabilitativi, rieducativi e di reinserimento sociale e lavorativo" come leggiamo sul documento.

Compito della Regione Molise sarà quello di adottare misure "per potenziare le capacità recettive delle comunità residenziali anche di tipo terapeutico idonee ad ospitare agli arresti domiciliari od in misura alternativa alla detenzione soggetti in esecuzione penale".

Il Ministero da parte sua "si impegna a non trasferire, salvo casi eccezionali, i detenuti individuati per l'inserimento comunitario e a promuovere, anche con il contributo della Cassa delle Ammende, progetti condivisi con la Regione e gli enti territoriali finalizzati alla realizzazione di quanto sopra descritto". Al momento sono 14 i detenuti che scontano la loro pena in regime di affidamento: si tratta per lo più di uomini, italiani, nella fascia d'età 36-50 condannati per rapina, furto e spaccio.