di Marco Galvani
Il Giorno, 26 novembre 2020
La trasmissione sarebbe partita da una sola persona. Gli agenti chiedono di limitare l'ingresso di pacchi da fuori. Allarme contagi in carcere a Monza: ieri mattina 38 detenuti sono risultati positivi al Covid dopo essere entrati in contatto con un compagno di cella da cui sarebbe partita la trasmissione del virus.
Subito sono stati tutti isolati e nello stesso tempo sono stati effettuati tamponi di controllo agli agenti di polizia penitenziaria in servizio in quella sezione detentiva. "Si tratta di una impennata preoccupante dei casi - il commento di Domenico Benemia della segreteria regionale della Uil polizia penitenziaria. E a Monza siamo fortunati perché la direzione dell'istituto è riuscita a organizzarsi per gestire questa emergenza sanitaria. Purtroppo in altri istituti detenuti e colleghi vivono e lavorano in condizioni peggiori. E questo è legato all'assenza di una linea guida ministeriale per affrontare l'emergenza". Il fatto è che "i tamponi tra il personale non vengono effettuati con cadenze precise", ma soprattutto "è necessario, se non addirittura vitale, limitare gli ingressi di persone dall'esterno, anche le visite dei famigliari dei detenuti per le consegne di abbigliamento".
La soluzione, propone Benemia, sarebbe di "far utilizzare gratis ai detenuti la lavanderia interna al carcere, per ridurre l'arrivo dei parenti con sacchi e scatole di indumenti". Il timore è che possano essere proprio gli arrivi dall'esterno uno dei veicoli di trasmissione del virus. Anche perché a oggi "soltanto una decina di agenti è a casa perché positivo".
Mentre tra i detenuti il virus è circolato più rapidamente, complice la difficoltà di mantenere il distanziamento e nonostante tutti siano forniti di mascherine. Mascherine che, "finalmente sono arrivate in numero sufficiente anche a noi agenti - la soddisfazione di Benemia. Dopo tanto protestare, oggi ogni poliziotto ha a disposizione una mascherina al giorno".
Disponibili anche tutti i dispositivi di protezione per la gestione dei detenuti positivi isolati in una sezione a parte. Tuttavia "ancora oggi, se dobbiamo accompagnare un detenuto positivo nel reparto dedicato a San Vittore, non possiamo farlo con personale sanitario e una ambulanza, ma utilizzando i normali mezzi blindati dell'amministrazione penitenziaria".











