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di Barbara Apicella

monzatoday.it, 18 agosto 2026

Un numero molto elevato: quasi la metà dei detenuti presenta gravi criticità di salute mentale. Nel carcere di Monza non è solo emergenza sovraffollamento, ma è anche emergenza per presenza di detenuti con gravi problemi psichiatrici. Sono oltre 300 (per l’esattezza 311) le persone accolte nella casa circondariale di Sanquirico che presentano gravi problematiche di salute mentale. La denuncia arriva dal Partito Radicale che nella giornata di lunedì 17 agosto ha effettuato un sopralluogo nella struttura monzese. Un gruppo presieduto dal consigliere comunale Paolo Piffer (Civicamente) da sempre grande conoscitore del carcere cittadino e delle sue criticità, da Simona Giannetti e Francesco Pasquariello (componenti del Consiglio Generale del Partito Radicale) e Laura Ferrari (consigliera comunale di Cologno Monzese, AVS).

La prima criticità emersa è quel del sovraffollamento: è del 190% in più il dato delle presenze con 737 detenuti per 413 posti di capienza non tutti disponibili. “La terza e quarta branda sono la regola, per lo più nelle sezioni con regime aperto”, ha commentato Simona Giannetti. Ma quello che maggiormente preoccupa è il numero dei detenuti con gravi patologie psichiatriche: sono 311 le persone che presentano queste fragilità. “La condizione della carcerazione diviene per loro di fatto vero e proprio trattamento inumano e degradante, ormai inaccettabile per uno Stato di Diritto che tuteli la salute e la dignità umana”, ha commentato Giannetti al termine della visita. 

Altro problema è quello dei giovani adulti detenuti: sono 97 e molti provengono dal carcere minorile per reati commessi quando non avevano ancora compiuto i 18 anni di età. Sul fronte delle misure alternative, considerato che quasi il 70% sono definitivi, solo 28 sono risultati essere i detenuti ammessi al lavoro all’esterno e 5 i semiliberi. Il tema del reinserimento e della creazione di una nuova opportunità sociale e professionale è un miraggio anche se nel carcere monzese sono diversi i progetti portati avanti, anche in collaborazione con il territorio, per offrire una seconda chance ai detenuti. 

L’ultimo, promosso pochi mesi fa, riguarda l’assunzione a tempo indeterminato di tre detenuti presso Cem Ambiente. E proprio in quella occasione la direttrice, Cosima Buccoliero, aveva lanciato un appello alle realtà imprenditoriali del territorio per offrire opportunità lavorative. “Rendere effettivo il reinserimento, che passa anche attraverso il lavoro, consentirebbe anche l’accesso alle misure alternative - prosegue Simona Giannetti - per numerosi detenuti che potrebbero accedervi per quantità di pena: ecco perché la delegazione ha fatto notare come una maggiore connessione dell’istituzione carceraria con il territorio e le sue imprese dovrebbe essere valutata dal legislatore”.

Altra criticità rilevata riguarda il personale da tempo in sofferenza, con la richiesta - più volte sollevata anche dalle rappresentanze sindacali - di nuove assunzioni. “La mia presenza oggi unisce il ruolo politico, l’impegno civico sul territorio di Monza e l’esperienza quotidiana sul campo come operatore penitenziario: tre prospettive che convergono nell’unico obiettivo di fare tutto il possibile per rendere il sistema carcere sempre più efficiente, affinché riesca finalmente a realizzare fino in fondo la funzione rieducativa della pena stabilita dall’articolo 27 della nostra Costituzione”, ha concluso Paolo Piffer.