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di Barbara Calderola

Il Giorno, 3 febbraio 2026

Nell’impresa leader del make-up conto terzi due persone in semilibertà. Il progetto portato avanti con Ci Group e la cooperativa Homo Faber. Il riscatto che nasce dal lavoro, Intercos assume due detenuti. “Inclusione e carenza di talenti” sono i pilastri di #NextChapter, il progetto ideato da Gi Group, l’agenzia per l’impiego, dalla cooperativa sociale Homo Faber e dal gigante del make-up con quartier generale ad Agrate per dare una possibilità a chi non ha ancora finito di scontare la pena. Al lavoro due detenuti in semilibertà. “Non è un gesto simbolico, ma un investimento in persone, talento e fiducia - dice Maria D’agata, direttrice delle risorse umane -. Credo che prima di tutto il lavoro debba essere uno strumento che abbatte le barriere. Con questo piano dimostriamo che è possibile coniugare responsabilità sociale e bisogni reali delle aziende, valorizzando competenze spesso invisibili. Il progetto nasce dall’ascolto, dalla collaborazione e da un approccio pragmatico all’inclusione”. Obiettivo, favorire attraverso l’occupazione il reinserimento sociale e professionale di chi è stato condannato.

L’iniziativa ha come raggio d’azione il territorio lombardo e vuole diventare “un modello virtuoso” capace di rispondere a una duplice esigenza: quella sociale, ma anche quella di contribuire a contrastare la crescente carenza di figure, valorizzando un bacino di competenze spesso trascurato. L’inserimento negli stabilimenti Intercos è completato. Nella fase iniziale del percorso, Gi Group ha analizzato i bisogni a livello di organico “per individuare le mansioni compatibili con i vincoli della semilibertà”.

Alla formazione della rosa di candidati è seguita la selezione, una fase in cui ha avuto un ruolo cruciale la cooperativa che affianca i nuovi lavoratori aiutandoli su due fronti: consapevolezza di sé e capacità di adattamento al contesto. È stato poi definito un piano di monitoraggio sia per la fase d’avvio, che per l’intera durata del contratto di sei mesi, con possibilità di proroga.

“Poter cominciare un percorso lavorativo è fondamentale per il recupero totale della persona - sottolinea Massimiliano Martinelli, presidente Homo Faber -. Oltre all’attività professionale, abbiamo cominciato a fornire sostegno concreto ai detenuti anche dopo la carcerazione con la nascita di ‘Casa Semi Liberi’. Un luogo che è accoglienza per chi è in difficoltà e desidera rimettersi in gioco, una dimora temporanea per chi si trova in un momento critico. La sinergia con Gi Group ci permette di seguire passo dopo passo il cammino del detenuto dalla fase di ricerca e selezione ‘dentro’, fino al contratto vero e proprio ‘fuori’”.