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di Sarah Valtolina

Il Cittadino di Monza e Brianza, 19 maggio 2024

Bosch è entrata nella casa circondariale di Monza con il progetto pilota “Ricomincio da me”, il primo intervento della multinazionale dentro un carcere. Lo ha fatto con un corso di formazione di 82 ore che ha preso il via lo scorso 22 aprile e si è concluso ieri. Quindici i detenuti che hanno partecipato al progetto. Un’iniziativa improntata sull’apprendimento di competenze e tecniche per diventare specialista di ebike, ma non solo. Bosch ha voluto dedicare alcune ore del corso anche all’acquisizione di quelle che sono definite le soft skills, quelle competenze che diventano bagaglio fondamentale per chi cerca uno sbocco nel mondo del lavoro: dalle tecniche di vendita alla crescita personale con sessioni appositamente dedicate al cambiamento e al personal branding. Un progetto che ha convinto la dirigenza di Bosch che esporterà l’esperienza anche negli istituti di reclusione di Como, Torino e Ancona.

“Ricomincio da me è pensato per dare motivazione a chi è rimasto sospeso in un limbo, fuori dalla società educativa, formativa e produttiva - spiega Antonella Rosa, talent acquisition Bosch -. L’obiettivo è infondere una maggiore consapevolezza e conoscenza di sé stessi e fornire gli strumenti adatti per una futura ricerca del lavoro. Un impegno concreto per generare un volano e trasmettere il messaggio che c’è sempre spazio e tempo per ricominciare”.

Un intervento nato dalla competenza della Corporate academy Bosch Tec, la scuola di formazione del gruppo Bosch Italia attiva da ventidue anni e dall’iniziativa dell’associazione Seconda Chance che si occupa a livello nazionale dell’inserimento sociale e lavorativo dei detenuti in supporto al Dipartimento amministrazione penitenziaria.

“La nostra associazione è un ponte tra le carceri e le imprese, per coinvolgere i detenuti meritevoli che non riescono a trovare una collocazione lavorativa durante e dopo la pena a causa dei pregiudizi”, spiega Flavia Filippi, fondatrice e presidente di Seconda Chance. Un’associazione nata solo nel 2022 ma che ha già raccolto oltre 280 offerte di lavoro. Le prime di queste proposte lavorative hanno riguardato proprio due detenuti del carcere di Monza, assunti nella boutique Nespresso di via Italia.

In poco più di due anni Filippi è riuscita a trovare un impiego ai detenuti ritenuti idonei, in aziende e realtà prestigiose come il Vaticano, Terna, l’Istituto superiore di sanità, Conad nord ovest, acqua San Pellegrino, acqua Vera, McDonald’s. È di questi giorni la sottoscrizione di un accordo anche con Ance, l’associazione nazionale dei costruttori edili. “Ogni lavoro trovato è un’impresa - continua Filippi - devo destreggiarmi tra i tempi dell’amministrazione penitenziaria e quelli della giustizia e i tempi velocissimi dell’impresa. Riceviamo ogni giorno moltissime richieste di impiego da parte degli stessi detenuti ma poche dalle aziende. L’obiettivo ora è creare una squadra di persone che facciano da riferimento dell’associazione in ogni regione. Solo così potremo continuare a fare di più e meglio”.