di Alessandro Salemi
Il Giorno, 26 ottobre 2025
Al Teatro Binario 7 il convegno di Azione sui tanti problemi della casa circondariale di via Sanquirico. La direttrice Buccoliero: sovraffollamento, assenza di spazi e anche l’assistenza sanitaria è in sofferenza. Una realtà che chiede ascolto. Il carcere di Monza è oggi lo specchio fedele di un sistema penitenziario in crisi, dove la dignità fatica a trovare spazio dietro le sbarre. È quanto emerso ieri al Teatro Binario 7 nel convegno organizzato da Azione Monza e Brianza. Tra gli ospiti, il deputato Fabrizio Benzoni, da tempo impegnato sul fronte carcerario, sostenitore del disegno di legge di Più Europa firmato da Riccardo Magi, che propone il principio del numero chiuso per combattere il sovraffollamento.
Ma il cuore del dibattito è stato Monza. La direttrice della casa circondariale, Cosima Buccoliero (foto), ha tracciato un quadro che non lascia spazio a illusioni: “Oggi abbiamo 735 detenuti per 411 posti disponibili. In passato siamo arrivati a superare quota 750. Dopo un temporaneo blocco delle assegnazioni, il trend è di nuovo in salita. Entro l’estate rischiamo di tornare a quei numeri”, dichiara. Un dato che pesa non solo sulle condizioni materiali, ma anche sulla tenuta psicologica dei detenuti e del personale. “Ci sono camere pensate per una persona e mezzo che ospitano tre detenuti. Il terzo, spesso il più fragile, dorme su una brandina scomoda.
E non tutti riescono a partecipare alle attività: mancano spazi, e chi resta chiuso in cella tutto il giorno finisce per scivolare nella frustrazione o nella violenza”, spiega Buccoliero. Sono 250 i detenuti in carico alla psichiatria e oltre 400 seguiti dal Sert per dipendenze da sostanze. “A volte sembra di lavorare in un pronto soccorso. Il personale non è sufficiente per gestire situazioni tanto complesse”, ammette.
Anche l’assistenza sanitaria soffre: “C’è chi ha atteso due anni per un’operazione al varicocele, o per un’ernia inguinale evidente”. Mancano gli spazi. “Abbiamo solo tre percorsi scolastici. Uno, quello di falegnameria, coinvolge 25 detenuti: vorrei replicarlo, ma oggi non è possibile”. L’assessora alle Biblioteche Viviana Guidetti ha parlato dell’importante lavoro di questi anni sulla biblioteca penitenziaria, parte del circuito Brianza Biblioteche con 7.700 volumi, ora consultabili online.











