di Dario Crippa
Il Giorno, 3 ottobre 2026
Alla Casa circondariale l’esibizione di alcuni artisti di punta della scena hip hop e rap italiana. L’educatore Paolo Piffer: “Quando sei su un palco e fai musica non esiste più un dentro e un fuori”. Per assistere a un loro concerto, occorre sborsare cifre anche significative. Per sentirsi liberi, anche solo per un paio d’ore nella casa circondariale di Monza, l’altra mattina è bastato molto meno. Perché in via Sanquirico è andato in scena uno straordinario concerto di Emis Killa, Fedez, Neima Ezza e Massimo Pericolo. La casa circondariale di Monza, in particolare il reparto Luce, ha ospitato un evento che ha visto protagonisti alcuni dei principali esponenti della scena rap ed hip-hop. Saliti sul palco dell’istituto penitenziario “per regalare ai detenuti un momento di condivisione, arte e riflessione, dimostrando l’impatto positivo che la cultura può avere nei contesti di reclusione”.
Non era la prima volta che ospiti di questo calibro entravano in carcere a Monza, dove hanno già incontrato i detenuti aiutandoli nel progetto Free For Music, che li ha visti sfornare nei mesi scorsi il primo album autoprodotto. Note e rime, con i quali i detenuti hanno la possibilità di rielaborare emozioni complesse, dare forma ai propri sentimenti e canalizzare la rabbia in modo sano. “Quando sei su un palco e quando fai musica, non esiste più un “dentro” o un “fuori” dal carcere”, dichiara Paolo Piffer, consigliere comunale ed educatore impegnato da anni nel carcere. E che ha avuto l’onore di fare da presentatore all’evento. “Siamo stati tutti insieme liberi per un paio d’ore. È stato un momento di reale condivisione che secondo me ha fatto un gran bene a tutti: ai detenuti e ad ogni singola persona presente”. Profonda commozione quando a esibirsi sono stati anche alcuni detenuti. Un ringraziamento è andato “alla sensibilità e disponibilità di Cosima Buccoliero, direttrice dell’Istituto, di Mariana Saccone, coordinatrice del team pedagogico, di tutta l’area Educativa e del corpo di polizia penitenziaria”. “Hanno creduto nella validità del progetto e garantito lo svolgimento dell’iniziativa in totale sicurezza e spirito di collaborazione.
Un sincero ringraziamento va agli artisti che si sono messi in gioco a titolo totalmente gratuito e a tutti i detenuti che hanno partecipato con rispetto, entusiasmo e creatività. L’auspicio - è la parola degli organizzatori - è che questa giornata non rimanga un episodio isolato ma rappresenti il punto di partenza per un percorso più strutturato e continuativo da replicare e ampliare anche in altre strutture penitenziarie del territorio nazionale, chissà”.









