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di Alessandro Salemi

Il Giorno, 7 ottobre 2025

Al Teatro Manzoni il pubblico ha tributato una standing ovation ai detenuti della Casa circondariale di via Sanquirico e all’associazione Geniattori, protagonisti di uno spettacolo che ha già conquistato il Premio nazionale Maurizio Costanzo come miglior pièce teatrale realizzata nelle carceri italiane. Sul palco, dieci detenuti hanno raccontato - senza una parola, ma con la forza del gesto e dello sguardo - una giornata tipo dietro le sbarre: dal risveglio alla notte, passando per il lavoro, i colloqui, la palestra. A fare da filo conduttore, la voce fuori campo di Mauro Sironi, direttore artistico dei Geniattori. “Un glossario emotivo per sensibilizzare chi spesso del carcere conosce solo i titoli dei giornali”, spiega Paolo Piffer, volontario dell’associazione.

“Non pretendiamo di risolvere i problemi del sistema penitenziario, ma di aggiungere la nostra goccia nel mare: un piccolo contributo per una causa spesso trascurata”. Il laboratorio teatrale dei Geniattori va avanti dal novembre 2023 nel reparto “Luce” del carcere. Ogni martedì, i detenuti si mettono alla prova riscoprendo le loro emozioni. “Dietro un reato violento non sempre c’è crudeltà - aggiunge Piffer -, ma spesso l’incapacità di sentire l’altro e il suo dolore. Il teatro serve proprio a questo, a reimparare l’empatia”. Ideato da Francesca Conforti, Senza parole nasce da un brainstorming con i detenuti: undici quadri per undici emozioni, dal mattino alla notte. Dopo il debutto al Binario 7 lo scorso febbraio, lo spettacolo ha conquistato anche il pubblico del Manzoni.