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di Alessandro Salemi

Il Giorno, 14 marzo 2026

Con “Secondo Atto” per la prima volta gli istituti penitenziari si sfideranno. Gli spettacoli ospitati in città per assottigliare la distanza fra dentro e fuori. La presentazione in municipio a Monza della speciale rassegna teatrale “Secondo Atto - Festival di Teatro Carcere e Comunità”, il primo festival cittadino interamente dedicato alle esperienze sul palco nate negli istituti penitenziari. A Monza il sipario si alza su un palcoscenico insolito, dove la distanza tra dentro e fuori si assottiglia fino quasi a scomparire. È “Secondo Atto - Festival di Teatro Carcere e Comunità”, il primo festival cittadino interamente dedicato alle esperienze teatrali nate negli istituti penitenziari. Un progetto che il Comune di Monza ha costruito insieme alla casa circondariale, riconoscendo nel teatro non un semplice linguaggio artistico, ma un ponte tra la pena e la possibilità di ricominciare. A guidare questa avventura sono due realtà che da anni lavorano nel carcere monzese: la cooperativa Le Crisalidi e l’associazione Geniattori.

Dopo una manifestazione di interesse rivolta al Terzo Settore, il Comune ha affidato loro a titolo gratuito direzione artistica, programmazione e gestione biennale del Festival, sostenuto dalla Fondazione della Comunità Monza Brianza. L’amministrazione ha messo a disposizione anche le sale teatrali cittadine, trasformandole in luoghi di incontro tra pubblico e detenuti-attori. Grazie alla rete costruita negli anni, Le Crisalidi e i Geniattori hanno coinvolto compagnie provenienti da altri istituti penitenziari lombardi, dando vita a una rassegna che attraversa la città con cinque appuntamenti dentro e fuori le mura.

Si parte il 15 aprile al Cine-Teatro Triante con “Errare Humanum Est”, dell’associazione Puntozero, attiva all’Istituto penale minorile Beccaria. Seguirà, dal 22 al 24 aprile, “Ancora Fermi”, la nuova produzione de Le Crisalidi, un viaggio tra Boccaccio e Dante messo in scena proprio nella casa circondariale di Monza. Il 29 aprile torna al Triante “Il Pinocchio” di Arci Corpi Bollati, diretto da Carlo Bussetti, ex detenuto oggi regista affermato. A maggio, dal 6 all’8, i Geniattori porteranno in carcere “Momentum”, un lavoro che indaga quell’istante capace di cambiare una vita. Chiusura il 12 maggio al Binario 7 con la Freedom Sounds, la band della Casa di Reclusione di Bollate, nata dall’intuizione di un agente di Polizia penitenziaria. In questa occasione verrà premiato lo spettacolo vincitore, scelto da una giuria composta da professionisti del settore e dal garante dei detenuti, Roberto Rampi.

“Con Secondo Atto - spiega l’assessore al Welfare Egidio Riva - vogliamo rafforzare il legame tra istituzione penitenziaria e territorio, promuovendo una visione della pena orientata al cambiamento e al reinserimento”. Una prospettiva condivisa dalla direttrice del carcere, Cosima Buccoliero: “Il teatro è parola, corpo, relazione, rispetto delle regole. È il cuore del percorso rieducativo. Questo festival parla alla città e invita a considerare il carcere come parte della comunità”.