sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Barbara Apicella

monzatoday.it, 25 ottobre 2024

Votata all’unanimità la mozione presentata dal consigliere comunale Paolo Piffer (Civicamente). Diverse le soluzioni al vaglio per permettere ai lavoratori e ai familiari (ma non solo) di raggiungere il carcere coi mezzi pubblici. Quello che da alcuni politici è stato definito “l’undicesimo quartiere” di Monza non sarà più isolato. Adesso per raggiungere il carcere non sarà più indispensabile essere automuniti. Il Comune si attiverà con l’Agenzia di bacino e con il Trasporto pubblico locale per individuare una modalità (una nuova fermata, una navetta, un autobus a chiamata) per permettere di raggiungere Sanquirico coi mezzi pubblici.

Oltre 1.000 persone isolate dal resto della città - Così è stato definito dalla mozione presentata dal consigliere di minoranza Paolo Piffer (Civicamente) e votata all’unanimità che impegna l’amministrazione a collegare il carcere con il resto della città. Una richiesta che Piffer aveva già avanzato, ma si era visto bocciare, ai tempi della giunta Scanagatti. “Era inaccettabile che nel 2024 una struttura penitenziaria che ogni giorno ospita circa 1-000 persone tra detenuti, agenti penitenziari, medici, volontari fosse isolata e accessibile solo da chi è in possesso di un mezzo di trasporto proprio - ha ribadito Piffer soddisfatto dell’accoglimento della sua proposta -.

Si sente spesso parlare politici ed amministratori locali del ruolo rieducativo del carcere, di inclusività, di pene che non vadano contro al senso di umanità (come previsto dall’art. 27 della costituzione), finalmente qualcosa di concreto. Una madre, un figlio, un fratello potrà finalmente andare a colloquio senza troppe difficoltà. Di sicuro questa iniziativa non risolverà tutti i problemi legati alla carenza del personale penitenziario, alle criticità strutturali, al diritto alla salute però è un piccolo passo verso una città più civile, e sono felice che il consiglio comunale abbia approvato all’unanimità la nostra proposta”.

Ex detenuti che si ritrovano a piedi - Un problema, l’assenza di mezzi pubblici nei pressi del carcere cittadino, che crea seri disagi anche agli stessi detenuti. Proprio come ha ricordato la consigliera Martina Sassoli (Gruppo Misto) che in Regione Lombardia fa anche parte della Commissione carceri. “Quando un detenuto viene scarcerato - ha ricordato - non è scontato che ad accoglierlo all’uscita ci sia qualcuno. La persona si ritrova abbandonata a se stessa. Che cosa succede se l’unica possibilità per raggiungere la stazione è quella di andare a piedi? È necessaria la presenza di un trasporto pubblico che reintegri comunque alla società”. L’assessore alla Mobilità Irene Zappalà ha annunciato che “c’è in corso una riflessione con Tpl per individuare una soluzione che possa essere una navetta, un bus o un bus a chiamata”.