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di Dario Crippa

Il Giorno, 18 ottobre 2025

Nel fascicolo i nomi del compagno di cella e quelli dei sanitari che lo hanno visitato. Ci sono tre indagati per la misteriosa morte di un detenuto nel carcere di Monza. L’uomo, 63 anni, italiano, soffriva già di svariate gravi patologie, ma il suo decesso non sembrerebbe dovuto a cause naturali. A insospettire gli inquirenti, la lite avuta il giorno prima con un compagno di cella, finita in infermeria. La vittima infatti avrebbe chiesto aiuto ai medici della casa circondariale per un dolore intenso al costato, conseguenza a suo dire del colpo infertogli dal rivale. Il caso sarebbe stato affrontato con la somministrazione di un antidolorifico e l’uomo sarebbe poi stato riaccompagnato in cella e separato dal compagno.

Un dolore che però non è passato l’indomani, anzi. Per l’uomo quindi un nuovo passaggio in infermeria, altri farmaci e la firma di nuove dimissioni. Poi la tragedia. Lunedì, dopo la morte del detenuto, i carabinieri del Nucleo investigativo sono entrati in carcere. Escluso subito il suicidio come possibile causa del decesso, era girata la voce che ci potesse essere una partita killer di droga tagliata male in circolazione all’origine della morte. Starà all’autopsia disposta dalla Procura di Monza fornire risposte certe.

Intanto, per chiarire un eventuale collegamento tra la lite, il colpo all’addome sferrato dal compagno di cella e una ipotetica condotta omissiva da parte dell’infermiere e del medico in servizio, il magistrato ha aperto un fascicolo. Indagati, oltre al compagno di cella, i due sanitari in servizio in carcere quei giorni. “Era una persona sola, che viveva ai margini della società, volto noto della stazione. Viveva di espedienti ed è finito in carcere per qualche piccolo reato - raccontano di lui i volontari che operano in stazione -. Riuscivano ad avvicinarlo ogni tanto solo i servizi sociali”.