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di Stefania Totaro

Il Giorno, 8 novembre 2025

Per la morte di un 63enne in carcere indagati per omicidio infermieri e detenuto. Si attendono gli esiti dell’autopsia e i famigliari dell’uomo chiedono che sia fatta chiarezza. Cause naturali o la morte come conseguenza delle botte prese? Sono i due scenari su cui sta lavorando la Procura di Monza. Per il detenuto 63enne italiano morto a metà ottobre nel carcere di via Sanquirico la Procura ha indagato per l’ipotesi di reato di omicidio preterintenzionale un compagno di cella e per quella di omicidio colposo un infermiere e un medico in servizio nella casa circondariale quando è avvenuta la vicenda ora al vaglio della magistratura. Il decesso dell’uomo, italiano, che soffriva già di svariate gravi patologie, non pare dovuto a cause naturali e si attendono gli esiti dell’autopsia. A insospettire gli inquirenti è stata la lite che il 63enne ha avuto il giorno prima del decesso con un compagno di cella. 

Il 63enne avrebbe chiesto aiuto lamentando un dolore intenso al costato, conseguenza a suo dire del colpo infertogli dal collega di detenzione. Il caso sarebbe stato affrontato con il trasferimento nell’infermeria del carcere e con la somministrazione di un antidolorifico poi l’uomo sarebbe stato riaccompagnato in cella e separato dal compagno. Ma il dolore non sarebbe passato e all’antidolorifico si sarebbe aggiunto anche un antinfiammatorio. Poi la tragedia. 

Dopo la morte del detenuto, i carabinieri del Nucleo investigativo di Monza sono entrati in carcere. Escluso il suicidio come possibile causa del decesso, la Procura ha deciso di sottoporre il 63enne all’autopsia per svelare cosa possa averne determinato il decesso. Intanto, per chiarire un eventuale collegamento tra la lite, il presunto colpo all’addome sferrato dal compagno di cella e una ipotetica condotta omissiva da parte dell’infermiere e del medico in servizio, il magistrato ha aperto un fascicolo penale. Intanto i familiari del 63enne hanno deciso di rivolgersi a un legale per fare chiarezza sulla vicenda.