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di Stefania Totaro

Il Giorno, 29 maggio 2026

Il garante Rampi: “Servono imprenditori illuminati”. Assolombarda e Confartigianato in prima linea. “Una falegnameria di qualità in carcere in quale terra può nascere se non in Brianza che è la terra del mobile in tutto il mondo”. A dirlo è Roberto Rampi, garante dei diritti delle persone private della libertà personale per Monza, figura voluta dal Comune e dalla Provincia monzesi. “Oggi la falegnameria nel carcere di Monza è una realtà che esiste dal punto di vista strutturale, ma non è operativa - spiega Rampi -. Sarebbe fantastico produrre cose particolari, che magari le persone acquistano proprio perché contengono come oggetti anche una dimensione sociale, la scelta di avere fatto lavorare persone che sono detenute.

La Brianza del mobile magari oggi non ha più certi livelli produttivi sul territorio e quindi mettiamo in campo una falegnameria che nasce con uno spirito sociale, da parte di imprenditori illuminati che hanno già creato qualcosa che non c’era e che adesso c’è e che magari è durato nel tempo. Un artigianato, che contiene la parola arte, che in carcere potrebbe portare la svolta”. Con mille difficoltà nel carcere monzese si sta anche approntando il progetto di un forno per panificare. Il presidente di Assolombarda Monza e Brianza, Matteo Parravicini, e il presidente di Apa Confartigianato Imprese Milano Monza e Brianza, Giovanni Mantegazza, hanno ricordato i protocolli sul tema lavoro in carcere già firmati.

“Il valore del riscatto non è solo uno slogan, ma un manifesto programmatico, una vera e propria sfida che unisce tutto il territorio - ha sostenuto Parravicini -. Otto anni fa nella casa circondariale di Monza è stato siglato un protocollo di intesa con 23 firmatari tra cui Assolombarda con l’obiettivo di colmare la distanza. Un modello unico nato proprio in Brianza perché siamo capaci di mettere insieme tutti gli attori di un territorio che devono fare sistema e trovare le soluzioni che servono a risolvere questi problemi. Promuovere assunzioni, proroghe contrattuali, tirocini verso imprese, enti pubblici e privati, dove il ruolo dell’imprenditore non è economico ma sociale”.

“Confartigianato ha firmato un protocollo di lavoro anche per i giovanissimi detenuti del Beccaria - ha dichiarato Mantegazza -. Ho intenzione di portare gli imprenditori a far vedere come funziona la vita in carcere, dove queste persone che lavorano ce la mettono tutta perché vogliono vedere la loro vita cambiata e noi dobbiamo fare una rete per aiutarli”. La presidente della Commissione Carceri di Regione Lombardia, Alessia Villa, ha infine annunciato un protocollo specifico sul reinserimento dei detenuti.