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di Stefania Totaro

Il Giorno, 25 ottobre 2026

Con il “Processo a Pinocchio” un percorso espositivo multimediale e immersivo. Prima tappa da dicembre a febbraio in Villa Cusani Traversi Tittoni a Desio. I desideri, le metafore e le metamorfosi attraverso le opere artistiche delle persone in carcere, che possono fare da ponte anche con le scuole per indurre maggiore consapevolezza, responsabilità e cambiamento nelle nuove generazioni, ultimamente al centro delle polemiche per le proteste nelle piazze.

Il “Processo a Pinocchio” è un percorso espositivo multimediale immersivo e itinerante sulla trasformazione umana patrocinato da Fondazione Exodus di don Mazzi, Regione Lombardia, Ministero della Giustizia, Fondazione Nazionale Carlo Collodi, Comitato Nazionale del Ministero della Cultura per le celebrazioni del bicentenario della nascita di Collodi, Fondazione della Comunità Monza e Brianza e Lions Club di Desio e la prima tappa in Italia sarà da dicembre a febbraio in Villa Cusani Traversi Tittoni a Desio, anche in collaborazione con le scuole della Brianza. Come il liceo Majorana di Desio, dove gli studenti del triennio per l’alternanza scuola lavoro faranno da ciceroni per i visitatori. L’iniziativa è sostenuta dall’esperienza di Francesco Tagliabue, creative producer coautore e produttore, tra l’altro, di programmi e format per Rai e Mediaset e curata dall’arteterapeuta Luisa Colombo, che da oltre 10 anni organizza laboratori nelle carceri e nelle scuole.

“Non solo opere manuali ma anche scritti che rappresentano il cuore del carcere, che è un pezzo della nostra città e dentro la nostra comunità - dice Francesco Tagliabue - con persone incredibili che hanno dentro la passione della metamorfosi di Pinocchio con il loro linguaggio vivo di desideri e metafore che fa emozionare”. “L’arte arriva ovunque, non ha bisogno di competenze, e la terapia è esternare emotivamente ciò che si prova, con un linguaggio che va al di là di ogni giudizio - spiega Luisa Colombo - Hanno imparato a usare strumenti e la pazienza della tecnica e in ogni opera c’è una parte di loro e un viaggio insieme, con una forza emotiva straordinaria a raccontare la propria storia e fare nascere qualcosa di importante da un passato di delinquenza”. Un messaggio che il Lions Club Desio ha voluto portare ai giovani nelle scuole.

“Un progetto che può parlare al carcere perché la favola di Pinocchio parla di libertà e responsabilità - il commento della direttrice del carcere di Monza Cosima Buccoliero, che è stata anche direttrice del carcere minorile Beccaria di Milano - è difficile avere a che fare con i ragazzi per la loro complessità, ma mi rendo anche conto che forse in tutti questi anni ci siamo un po’ dimenticati di loro. Senza volere giustificare i danneggiamenti, i ragazzi quando si trovano in gruppo sono una forza della natura, che può diventare anche distruttiva. Quando arrivano in carcere hanno dei percorsi compromessi. Non tutti i giovani entrano nel circuito penale ma negli ultimi anni abbiamo fatto proprio poco per i servizi a favore di questi ragazzi per aiutarli a venire fuori da questa prigione in cui si stanno mettendo da soli”.

“La delinquenza minorile si è abbassata come limite di età, sono sempre più piccoli per commettere reati sempre più gravi in cambio di un’utilità quasi inesistente - il commento della presidente del Tribunale di sorveglianza di Brescia Monica Cali, brianzola - Se è così nonostante le risposte molto severe che sono state date dal punto di vista legislativo in questi ultimi anni, forse non è la strada giusta. Ora esiste la giustizia riparativa per sanare queste fratture nella società con uno sguardo più aperto ed è importante parlare ai giovani della libertà di risorgere dopo un conflitto, un errore, un fallimento, che nella vita accadono”.