di Dario Crippa
Il Giorno, 1 novembre 2026
“Sono molto contento e orgoglioso di potervi annunciare che ufficialmente sono riuscito a far partire un progetto ambizioso di trattamenti osteopatici e massofisioterapitici per i detenuti del reparto Luce”. E poi ancora, “tutto questo è stato possibile grazie alla collaborazione con la direttrice della Casa circondariale Cosima Buccoliero. Ringrazio anche i responsabili della sezione, sovrintendente Giuseppe Reale e assistente Pietro Cistulli”. Con poche parole, il massofisioterapista, preparatore atletico, osteopata, biologo e nutrizionista Massimo Mesina chiude il cerchio su un’operazione rivoluzionaria che porta alla casa circondariale di via Sanquirico per la prima volta un personal trainer a disposizione gratuitamente dei detenuti.
Un progetto lungo e laborioso. che da sei mesi aveva già introdotto un analogo servizio per gli agenti di polizia penitenziaria e che ora si rivolge ai detenuti. “Attendevamo solo di trovare una stanza con lettino ad hoc ed è stato possibile ricavando uno spazio accanto all’infermeria”. Il successo è stato impressionante: martedì, alla prima seduta, Massimo Messina è stato sommerso letteralmente di richieste. “Ci sono tanti detenuti con problemi alla schiena, alla colonna vertebrale, alle spalle. Hanno una palestra, mancava qualcuno che si occupasse del loro benessere psicofisico”. Ne sortisce un appello: “Attualmente, riusciamo a dedicare, il mio staff ed io, mezza giornata alla settimana al carcere: ci piacerebbe incrementare le sedute. Se qualcuno vuole mettersi a disposizione, è benvenuto. Chiedo inoltre alle aziende che hanno attrezzi, olio, creme per i massaggi, bende e cerotti, di mettersi una mano sul cuore: sarebbero molto utili”.
La direttrice è entusiasta del progetto e delle doti tecniche e da motivatore di Messina. Non può dirlo, ma problemi come quello che ha portato al recente suicidio di un detenuto di appena 20 anni che si era lasciato vincere dallo sconforto, si potrebbero combattere anche grazie a iniziative come quella di Massimo Messina: investire sul trattamento fisico, sul benessere psichico e muscolare dei detenuti costretti a una vita sedentaria da reclusi, non può che portare benefici. In un carcere sovraffollato che ospita oggi 764 detenuti a fronte di appena 413 posti, con tantissimi giovani (120 gli under 25) e tanti con problemi psichiatrici (circa 330), tutto può rivelarsi decisivo per non far esplodere la polveriera.









