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monzatoday.it, 28 agosto 2026

Mercoledì 26 agosto la Camera Penale di Monza ha effettuato un sopralluogo in carcere. Al termine della visita è emersa la necessità di incrementare la giustizia riparativa. Non è solo un problema di numeri con un’alta percentuale (quasi la metà) di detenuti con serie fragilità di salute mentale. Nel carcere di Monza è necessario incrementare la giustizia riparativa. Questo quanto emerso al termine del sopralluogo organizzato nella giornata di mercoledì 26 agosto dalla Camera Penale di Monza. L’iniziativa - chiamata “Ristretti in agosto” - è stata promossa a livello nazionale dall’Unione delle Camere Penali Italiane (Ucpi) e si svolta grazie alla piena disponibilità della direttrice di Sanquirico, Cosima Buccoliero. Alla visita hanno partecipato anche l’assessora Andreina Fumagalli e il consigliere comunale Paolo Piffer (Civicamente) che conosce molto bene le criticità all’interno della struttura e che più volte le ha portate anche all’attenzione del consiglio comunale.

Chi sono i detenuti del carcere di Monza - I problemi all’interno della casa circondariale brianzola sono noti da tempo, in primis il sovraffollamento: a fronte di una capienza regolamentare di 413 posti, oggi ci sono 740 detenuti. Di cui 553 con condanna definitiva; 115 in attesa di primo giudizio; 51 appellanti e 17 ricorrenti. L’età media si attesta sui 40 anni: il più giovane ha 18 anni, il più anziano 88. I detenuti che svolgono attività lavorative sono 294. 

Allarmi aggressioni e tentativi di suicidio - Il problema più grave riguarda l’alta percentuale di detenuti con seri disagi psichiatrici. I numeri sono allarmanti: nel corso del 2026 sono stati 93 gli episodi di autolesionismo, 13 i tentativi di suicidio, 10 le aggressioni contro il personale e 68 quelle tra detenuti. Al di là delle analisi dei numeri e dell’emergenza strutturale, la visita è stata soprattutto un momento di profonda riflessione politica, giuridica ed umana sul tema della la giustizia riparativa.

“La vera svolta è la giustizia riparativa” - Su questo tema la Camera Penale di Monza e i rappresentanti istituzionali presenti hanno inteso porre una forte e specifica enfasi. Parlare di carcere e di pena non può infatti esaurirsi nel binomio “custodia e sicurezza” o nella mera esecuzione della sanzione: la vera sfida costituzionale consiste nel ricomporre le fratture generate dal reato. “La giustizia riparativa rappresenta la vera chiave di svolta - hanno spiegato al termine della visita -. Un paradigma capace di mettere al centro l’ascolto e la tutela delle vittime, garantendo loro uno spazio di ascolto e riconoscimento, e al contempo di offrire alla persona detenuta un reale percorso di responsabilizzazione, consapevolezza e reinserimento sociale. Soltanto investendo sul dialogo, sulla mediazione e sul legame con la comunità esterna è possibile trasformare il tempo della pena in un’opportunità di riscatto e di vera prevenzione della recidiva”.

Lo sportello all’interno del carcere - Nel carcere monzese è attivo uno sportello dedicato alla Giustizia riparativa. Nei prossimi mesi sono in programma iniziative condivise con le realtà locali al fine di implementare la conoscenza del servizio e dare alla cittadinanza strumenti di conoscenza dell’istituto.