sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Marco Galvani


Il Giorno, 9 giugno 2021

 

I sindacati degli agenti penitenziari denunciano: mancano educatori, i detenuti sono insofferenti e aumentano le aggressioni. I detenuti sempre più insofferenti e intolleranti alle regole. La grave carenza di educatori. La riapertura dell'ex detentivo femminile che, subito dopo l'estate, porterà 90 reclusi in più da gestire senza, però, la garanzia di ricevere rinforzi.

Il sindacato Uil polizia penitenziaria sul piede di guerra. Gli agenti del carcere di via Sanquirico a Monza da tempo sono in stato di agitazione e ieri mattina hanno deciso di alzare la voce per mettere in evidenza pubblicamente "una situazione che ormai ha raggiunto livelli di guardia altissimi", denunciano il segretario nazionale Uil polizia penitenziaria Calogero Marullo e i segretari regionali Domenico Benemia e Carmine Villani. "Stiamo uscendo da un anno in cui le condizioni di lavoro in carcere sono peggiorate notevolmente - continuano - da gennaio gli agenti hanno subito numerose aggressioni e 14 sono finiti in ospedale. In compenso non abbiamo visto provvedimenti idonei ed efficaci a carico dei detenuti violenti".

Del resto "le carenze del sistema si fanno sentire anche per quanto riguarda gli educatori penitenziari dell'Area trattamento". Oggi la casa circondariale di Monza ha 16 sezioni detentive maschili, con una capienza normalmente di oltre 600 detenuti, la metà stranieri. E un sovraffollamento di 200 detenuti rispetto alla capienza regolamentare prevista dal Ministero. In via Sanquirico dovrebbero essere al lavoro 6 educatori, ma in servizio effettivo ce ne sono solo 4. Da oltre due anni. Ma "il ruolo degli educatori è fondamentale perché si occupano dei colloqui di osservazione della personalità, dell'ascolto e conoscenza dell'altro, degli interventi di trattamento penitenziario e dell'attivazione delle sinergie con servizi interni od esterni, organizzare le attività di trattamento (scolastiche, professionali, lavorative)".

Ad aggravare la preoccupazione tra gli agenti è la apertura dell'ex detentivo femminile: la ristrutturazione ormai è completata, per una nuova sezione da 90 posti. Ma "con quali risorse educative saranno seguiti questi nuovi detenuti che arriveranno?", il dubbio del sindacato.

Al momento comunicazioni ufficiali da parte del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria non ce ne sono. Anche se gli agenti sono "certi che entro la fine di settembre quella sezione sarà operativa". Nemmeno la tipologia di detenuti, ma non è escluso che possa ospitare persone con 'custodia attenuata', come ad esempio i semiliberi. In ogni caso "serviranno nuove risorse - auspicano i sindacalisti -. Oggi a Monza gli agenti di polizia penitenziaria sono 320. Con qualche sacrificio possiamo anche dire di non essere sotto organico. Ma con una sezione in più da gestire, è necessario l'arrivo di almeno altri 30 agenti".