di Dario Crippa
Il Giorno, 17 ottobre 2023
“No ai decreti svuota-carceri. Meglio portare il lavoro in carcere”. Questa in sintesi la ricetta del senatore leghista Andrea Ostellari. Ieri per la prima volta un sottosegretario alla Giustizia, con delega al Trattamento dei detenuti, ha fatto visita alla casa circondariale di via Sanquirico. A fare gli onori di casa la neo direttrice Cosima Buccoliero, che dopo esperienze importanti come quelle maturate al carcere-modello di Bollate, ma anche a quelli di Opera o di Torino, dirige oggi la struttura monzese oltre al carcere minorile Beccaria di Milano.
I problemi della struttura cittadina sono evidenti e noti, e si potrebbe dire purtroppo... sempre gli stessi. L’unica novità visibile sono i tronchi di albero abbattuti dal nubifragio dello scorso luglio che ancora campeggiano nel cortile, fatti a pezzi e lasciati ai margini dei parcheggi occupando alcuni dei suoi i stalli.
Per il resto, il sovraffollamento della struttura appare come sempre il vero problema, quello più urgente. Per una capienza di 408 detenuti, infatti, dietro le sbarre ce ne sono attualmente 690. Con punte questa estate che hanno toccato le 720 unità. E ci sono problemi strutturali altrettanto evidenti, in un carcere che sconta tutti i suoi trentuno anni di età (fu aperto nel 1992). Il sottosegretario, accompagnato anche da Maria Milano, provveditore regionale amministrazione penitenziaria, ha preso nota di tutto. “Ho preso ufficialmente l’impegno per conto del Governo - ha spiegato all’uscita dalla casa circondariale - di una serie di interventi che dovremo assumere. A cominciare da quelli per la struttura, che merita di essere migliorata. A partire dal tetto e dal problema delle infiltrazioni”.
E poi gli spazi. “C’è un evidente problema di sovraffollamento, ma il rimedio non è un decreto svuota-carceri perché è provato l’alto tasso di recidiva... chi esce ritorna spesso subito a delinquere. Meglio il lavoro, uno strumento più utile”. Di recente, su questo tasto aveva puntato proprio la direttrice Cosima Buccoliero. I detenuti hanno bisogno di lavorare, di avere una seconda chance. “Come Governo - ha spiegato ancora il sottosegretario - lavoreremo per convincere gli imprenditori del territorio a investire sul carcere assumendo detenuti: questo diminuisce il grado di recidiva e recupera i detenuti alla società”. A Monza c’è anche un’alta percentuale di detenuti con problemi di tossicodipendenza (350) e psichiatrici (200). Eppure il personale medico è ridotto all’osso. Fra gli impegni, il sottosegretario promette anche di “investire su area educativa e sanitaria, questa struttura paga scelte politiche errate. Noi ci metteremo testa e cuore”. Ci sono problemi anche di personale. Un numero di agenti inferiore alle necessità. Nel 2022 risultavano in servizio 303 agenti sui 321 previsti dalla pianta organica. Spesso sottoposti a grandi livelli di stress e aggressioni, fisiche e verbali (nell’estate del 2022 si erano contati diversi episodi violenti e rivolte da parte dei detenuti).
Alla visita era presente anche il comandante della polizia penitenziaria di Monza, Felice De Chiara. Il sottosegretario non si nasconde: “Entro la fine dell’anno assumeremo oltre tremila nuovi agenti di polizia penitenziaria in Italia e di sicuro dopo questa visita in particolare sappiamo che alcuni dovranno essere destinati a questa struttura”. Tempi? Numeri? “È ancora prematuro per parlarne - spiega il senatore Ostellari - ma di sicuro questa visita è servita a vedere e toccare con mano, ringrazio la direttrice della casa circondariale, il provveditore alle carceri della Lombardia, il comandante della polizia penitenziaria e il personale al lavoro per il delicato incarico che svolgono. Ci saranno progetti per questa fetta del territorio”. Ieri era presente anche il capogruppo in Senato della Lega, il monzese Massimiliano Romeo.










