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di Stefania Totaro


Il Giorno, 7 dicembre 2021

 

Il sindacato si lamenta dopo l'escalation di violenze da parte di detenuti: "Non ci sono specialisti presenti h24, gli agenti sono in pericolo". "La realizzazione del reparto psichiatrico nel carcere di Monza è un progetto fallimentare ed è assolutamente da chiudere perché non ci sono specialisti presenti h24 e non c'è una struttura idonea per gestire questi detenuti.

Il personale di polizia penitenziaria non può continuare a rischiare quotidianamente di tornare a casa con danni permanenti". Dopo la denuncia di un'altra aggressione ad agenti di sorveglianza nella casa circondariale monzese da parte del sindacato Uilpa, prende la parola anche l'Organizzazione sindacale autonoma della polizia penitenziaria, che punta il dito sul reparto di osservazione psichiatrica di via Sanquirico. Perché tra i ripetuti episodi di violenza da parte di detenuti contro gli agenti, ci sono anche quelli dei soggetti con problemi psichiatrici.

Come è accaduto domenica poco dopo le 13 quando un detenuto posto nel reparto di osservazione psichiatrica, mentre veniva accompagnato per l'ora d'aria, si è scagliato prima contro una sovrintendente e poi contro altri tre agenti intervenuti. Uno di questi ha subìto la frattura delle dita di una mano e con la collega sono stati accompagnati al pronto soccorso. L'agente ha avuto una prognosi di 30 giorni e ha dovuto sottoporsi a un intervento chirurgico. Sulla vicenda la Procura monzese aprirà un'indagine. Il detenuto violento si trovava da pochi giorni nel reparto osservazione psichiatrica del carcere di Monza, proveniente da un'altra Regione. Perché non tutte le case circondariali hanno questo reparto, voluto dopo la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari e gestito dalla Asst territoriale. Sulla carta per tenere in osservazione per 30 giorni i detenuti con problemi psichiatrici prima di deciderne la destinazione.

In realtà spesso un 'parcheggio' per soggetti bisognosi di cure specifiche che, quando diventano violenti, mettono a repentaglio la sicurezza e l'incolumità del personale di polizia penitenziaria e devono essere trasferiti nel reparto psichiatrico in ospedale.

"Per noi i detenuti con problemi psichiatrici sono pazienti come gli altri - spiega Gianluca Peschi, direttore socio sanitario della Asst di Monza che segue il carcere monzese - Il reparto di osservazione psichiatrica è uno dei servizi che gestiamo con un medico presente h24, non c'è uno psichiatra 24 ore presente perché non è previsto dalla normativa. Per i detenuti che richiedono osservazione particolare intervengono gli psichiatri durante il giorno e lo specialista di medicina generale di turno anche la notte, quindi in caso di urgenza si attiva l'intervento del medico e, se necessario, del pronto soccorso.

È chiaro che avere nel nostro territorio una casa circondariale provvista di reparto di osservazione psichiatrica determina un certo afflusso di detenuti con queste problematiche, ma noi li gestiamo come gli altri pazienti con problematiche analoghe provenienti dal territorio". La questione è quindi sempre quella della coperta troppo corta per quanto riguarda gli organici della polizia penitenziaria (in numero insufficiente per affrontare non solo i detenuti psichiatrici, ma anche altri con comportamenti violenti sempre più in aumento, e sprovvisti di protocolli di intervento e di adeguati equipaggiamenti), ma anche le risorse di personale medico e di operatori specializzati nel gestire soggetti con grossi disagi comportamentali, che soltanto un intervento da parte del welfare della sanità a livello regionale può apportare.